Wakefield, ovvero come gli “alternativi” sono solo dei mostri in cerca di gloria.

Quella che vi voglio raccontare oggi è una delle tante storie di cui già hanno scritto tantissime persone prima di me, ma tratta di uno di quei temi così importanti che secondo me repetita iuvant.

Chi di voi non ha letto almeno un articolo, un commento su fb, due righe insomma di qualcuno che sostiene che i vaccini causino l’autismo? 

Volete conoscere in breve la vera storia, che riguarda un medico, Wakefield, un vaccino, l’MPR, e una bruttissima malattia, l’autismo? Prego, continuate a leggere questo post.

 

La storia dell’autismo causato dai vaccini è nata così (vado in ordine cronologico degli eventi):
Un certo medico d’oltremanica, tale Wakefield, pubblica su una rivista NON peer review e non indicizzata (precisamente si un quotidiano, mi sembra fosse il Sun) un articolo in cui sosteneva che il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) potesse essere la causa dell’autismo. Ovviamente la notizia fece uno scandalo assurdo e fu ripresa da tutti i media fino ad oltrepassare la manica e diventare quasi un caso internazionale (di cui purtroppo dopo circa 20 anni ancora ci portiamo dietro diversi strascichi). Partirono subito delle indagini: non ci volle molto a scoprire la truffa.  Si scoprì che Wakefield arrivò alle sue conclusioni avendo visitato solamente dieci bambini autistici, di cui quattro avevano fatto da poco il vaccino MPR. Questi due dati, incrociati anche malissimo, furono sufficienti a Wakefield per tirare le sue conclusioni… Ovviamente la correlazione e la causalità sono due cose distinte, ma il dottore questo non lo sapeva, no…
Si scoprì anche che Wakefield fu “spinto” a pubblicare quell’articolo da un gruppo di “complottari”, in mezzo ai quali c’erano anche genitori di autistici ed avvocati che avevano interesse che il nesso vaccino-autismo fosse riconosciute per fare un sacco di soldi (sulla salute dei loro figli). Tutto venne smentito, Wakefield fu radiato dall’albo e non ricordo quale pena ricevette. Purtroppo però la sfiducia e la paura hanno portato alcuni genitori a non vaccinare comunque i loro bambini. Quei genitori hanno preferito dare ascolto alle parole di un truffatore e lasciare i bambini in balia di patologie pericolosissime come morbillo, parotite, rosolia, tetano e altre. Patologie che si è vero nella maggior parte delle volte non hanno complicanze ma un paio di settimane a letto a passa tutto. Ma non è sempre così: a causa di Wakefield e dei complottisti che aveva alle spalle morirono una decina di bambini e un centinaio si porta ancora dietro le complicanze neurologiche di una encefalite. E l’ultimo strascico diretto della questione lo abbiamo sentito tutti ai telegiornali con l’epidemia di morbillo del 2013. 
Non andrebbero neanche tralasciati i costi sociali di queste malattie: quante ore di lavoro devono perdere i loro genitori per poter accudire i loro figli a casa?
Le persone, tutte, dovrebbero aprire gli occhi; perché questo caso è un evidente esempio di come i complottisti e gli alternativi sono solo persone alla ricerca di un po’ di gloria personale; e non si curano neanche del fatto che il loro operato può costare la vita a dei bambini. La prossima volta, chi di voi è un po’ portato a credere alle teorie alternative, e ce ne sono tra voi, pensate a questo caso.
La prossima volta che sentite qualcuno dire che le case farmaceutiche hanno i loro interessi, invece di farvi cogliere impreparati chiedete loro quali sono i loro reali interessi. Cominciate ad usare la testa, sopratutto quanto c’è di mezzo la salute dei vostri figli. 
 
 
 
 

Morire per l’Europa

Bandiera-UE

 

Mentre in Italia non si fa altro che discutere di come l’Europa sia la causa di tutti i mali, da qualche altra parte c’è gente che sta morendo per poter avere la propria stella su questa bandiera.
Noi ci lamentiamo dell’Europa, e la vogliamo smantellare. Loro, muoiono per l’Europa.

Renzicontrogrillo

Ormai credo tutti abbiamo visto il video di dieci minuti dell’incontro accaduto ieri tra Renzi, nuovo premier e segretario del PD, e Grillo, leader del M5S. 

Per chi ancora non l’avesse fatto eccolo:

Voglio fare una premessa: sia Renzi che Grillo escono da questo incontro/scontro da perdenti. Ma ancora, quelli che perderanno più di tutti sono gli italiani, che si ritrovano rappresentati da due personaggi del genere.

La prima cosa che c’è da dire, è che i due leader non parlavano tra di loro, ma ognuno stava parlando col suo elettorato: Renzi da buon moderato, per quel poco che è riuscito a dire prima di farsi incalzare e guidare da un abile Grillo, come al suo solito non ha saputo dire nulla se non una serie di convenevoli che sinceramente me ne sono rotto le palle.
Non era preparato, bofolchiava, si mangiava le parole… insomma da premier di una nazione non è che abbia fatto una bella figura.
Grillo invece era preparatissimo e incazzatissimo, come d’altronde quelli che lo votano. Giustamente, appena ha sentito Renzi cominciare col suo copione da democrat politically correct (da far cascare le palle anche a Chuck Norris), gli ha dato giù pesante, e lo ha messo a tacere. Ovviamente una volta che Grillo si è preso la parola, ha iniziato uno dei suoi monologhi che tutti conosciamo.

Quindi si, Renzi ha fallito alla grande, e quando ha tirato fuori prima la storia che lui ha sempre pagato i biglietti degli spettacoli di Grillo, che lui non si offende mai, che due imprenditori si sono suicidati proprio ieri…ognuna di queste affermazioni erano una bella vangata della fossa che si stava scavando da solo.

Grillo ha ragione su tutta la linea; chi è Renzi? Chi rappresenta? Quali competenze ha per stare seduto a capo di un governo?

A me fa sorridere che il segretario del PD, figlio del PCI, parli di deregulation del lavoro, parli di ridurre il costo del lavoro. Renzi, vallo a dire all’operaio di cinquant’anni che con 1200 euro al mese ci manda avanti una famiglia che d’ora in avanti non potrà più permettersi di ammalarsi e che il suo stipendio verrà ridotto… voglio proprio vedere se quei cittadini ti proteggeranno, se ti faranno da guardie del corpo.

Ma ve lo immaginate Renzi a contrattare con leader veri come Putin o la Merkel? Non riesce a tenere testa ad un comico brizzolato!!!

Non so poi chi di voi ci abbia fatto caso, ma Renzi, che ricordiamolo è il Presidente del Consiglio, è l’unico che sta senza giacca e con la camicia con le maniche tirate suuuu!!!! (e qui una bella bestemmia ci starebbe veramente bene!)

Dall’altra parte non è che poi stiamo messi meglio, sia chiaro.
Grillo ha avuto il merito di riuscire a fare da agglomerante e da cuscinetto (fino ad ora…) a tutta una serie di movimenti estremi ed estremisti che stavano nascendo. Ha creato qualcosa di reale e tangente, che fa sentire la propria voce in coro, e a voce alta anche dato che sono tutti belli incazzati.

Peccato però che anche Grillo e il M5S hanno i loro scheletri nell’armadio: per prima cosa l’aggressività di Grillo non è per nulla una cosa positiva; inoltre, la solita sparata sui “poteri forti” banche industrie e così via può far piacere esclusivamente al suo elettorato, ma di fatto non significa nulla. Ma poi, vi siete mai chiesti come mai Grillo non abbia mai sparato a vero contro la FIAT? Sta a vedere che sotto sotto…
Ma il peccato più vero è che tutta questa energia viene sprecata nella lotta contro i mulini a vento. Il M5S rappresenta tutto quello che odio della società postpostmoderna.

Signori, signore, che dire: Berlusconi abbiamo avuto 20 anni di tempo per conoscerlo; Grillo e Renzi stiamo imparando a conoscerli ora, e le premesse sono quelle che avete potuto vedere nel video… Prepariamo le valigie perché è rimasto poco tempo!

E’ naturale!!! Che vuoi che faccia?!

 

 

 

 

 naturalefabene
Classico esempio di pubblicità ispirata al naturale…

Quante volte vi è capitato di sentire queste parole? Scommetto che anche voi qualche volta siete cascati in questo tranello…

La nostra società è la società del benessere: l’aspettativa di vita media è molto alta e sta salendo sempre di più tant’è che chi sta nascendo in questo momento ha un aspettativa di vita di oltre 100 anni! Invecchiamo più lentamente in modo qualitativamente migliore rispetto a 50 anni fa, tant’è che quando i miei genitori avevano la mia età si rivolgevano ai cinquantenni come oggi io mi rivolgo ai settantenni. Oggi a 50 anni ci si sente dei pischelli: i figli sono ormai abbastanza grandi da pensare a loro stessi la maggior parte del tempo, il lavoro è ingranato, e si ha tanto tempo a disposizione. Alcuni lo usano per tornare a fare quello che facevano da giovani, vanno in discoteca, magari con i loro figli o con le loro figlie (quante mamme escono con le proprie figlie?). Altri invece, decidono di salire per la prima volta nella loro vita su una bicicletta da corsa; altri ancora si allenano per partecipare ad una maratona…

Al di là delle motivazioni che spingono queste persone a compiere queste gesta – paura di invecchiare, voler dimostrare a tutti i costi di valere ancora qualcosa, di non essere uno scarto della società; dimostrare ai giovani che la loro pelle è cara da vendere – sicuramente cose del genere erano impensabili fino a qualche decina di anni fa.

 

 

 

 rimedinaturali
Come il cittadino medio crede vengano preparati i rimedi naturali…

 

 

 

 industria
Come vengono preparati per davvero.

 

 

 

Dicevo, viviamo nella società del benessere. La maggior parte del benessere di cui godiamo lo dobbiamo al progresso scientifico e quindi tecnologico che ne consegue. Progresso che nel secolo passato ha fatto dei passi da gigante senza esagerare, di più. La velocità dei trasporti, la facilità di accesso alle risorse, il web, la democrazia, la disponibilità di farmaci oserei dire “miracolosi” hanno fatto si che l’uomo potesse addirittura scordarsi di cosa significasse sopravvivere. Eppure non tanto tempo prima le persone morivano come mosche: bastava una ferita alla gamba e te ne andavi per una setticemia; la tubercolosi mieteva moltissime vittime sopratutto negli ospedali con delle epidemie che potevano colpire tutti i degenti; la gravidanza era una pratica rischiosissima ed avere un fratellino morto durante il parto era piuttosto normale; i vaccini non erano disponibili e malattie come difterite e poliomielite scatenavano il panico. Solo i nostri nonni o chi di noi ha più di 70 anni portano dentro di loro le memorie di questi fatti.

Questo benessere dura da talmente tanto che ad un certo punto, qualcuno di noi si è convinto che il benessere non sia l’epifenomeno del progresso scientifico e tecnologico, frutto del lavoro delle menti più brillanti del pianeta, ma semplicemente la condizione naturale dell’uomo. L’uomo nascerebbe naturalmente sano, e la malattia è un evento accidentale, un intralcio, che ostacola il nostro naturale vivere in salute.

Poveri ingenui: non solo dimostrano di non avere la minima conoscenza della biologia; di sicuro non sanno neanche cosa sia la selezione naturale e figuriamoci l’evoluzione! Sebbene siano passati diversi secoli c’è ancora qualcuno che è convinto che l’uomo sia al centro del mondo e che tutto giri intorno a lui! Ormai anche la Chiesa ha issato bandiera bianca…

Contestualmente a questi visionari in preda a chissà quali fumi sono comparsi i “nuovi anarchici” (probabilmente sono le stesse persone), quelli contro il sistema; quelli che “il sistema è corrotto”; quelli che “le case farmaceutiche sono in combutta con le case petrolifere e con le grandi multinazionali del tabacco per conquistare il mondo!”; quelli che “i farmaci non ti guariscono e non ti fanno stare bene, anzi ti fanno ammalare e ti rendono schiavo del sistema, che è corrotto e che è in mano alle grandi multinazionali che se lo spartiscono!”

 

Ed è così che rispuntano fuori i rimedi naturali, gli integratori, sostanze derivate ed estratte direttamente dalle piante senza processi chimici e quindi naturali e sani, da usare al posto dei “classici” farmaci (come se i farmaci esistessero da sempre…) prodotti nei laboratori chimici delle case farmaceutiche. Questi rimedi si rifarebbero a tradizioni che si perdono nel passato, trasmesse da nonna a mamma a figlia , e quindi attingono da una chissà quale “saggezza antica” (altro tema pre-copernicano come quello dell’antropocentrismo).

Ovviamente questo processo è stato lento e a più gettate, variegato da mille sfaccettature: è stato un attacco a più fronti. E sebbene la maggioranza della popolazione non crede ai complotti mondiali e si curi in modo “classico”, il virus ha comunque fatto i suoi danni.

Ci sarà allora la persona che a partire da ottobre comincia a bombardarsi di vitamina C perché stimola il sistema immunitario e protegge dai raffreddori e dall’influenza (devo commentare?); oppure chi si spacca il fegato con integratori a base di vitamina A ed E per combattere i radicali liberi (questo è il link dove ne parlo); alcune mamme prepareranno le più strane tisane ai loro bambini; o li caricheranno di granuli omeopatici perché non fanno male ma la farmacista mi ha detto che fanno tanto tanto bene.

Tutto questo si traduce in un mercato che in Europa vale la bellezza di 2000000000 (due miliardi!!!) di euro l’anno, con una stima mondiale di almeno otto miliardi di dollari annui. Non male però! Sono un bel po’ di soldini è?

La cosa più fantastica di tutto ciò è che sebbene tutti questi intrugli vengano usati dal cliente come fossero una medicina alternativa, ognuno quindi con le sue indicazioni ufficiose, per la legge sono degli alimenti. I rigorosi controlli effettuati sui farmaci non sono di casa in questo settore. Tant’è che molte case farmaceutiche hanno visto il business e hanno creato le loro aziende con marchio diverso che vendono i vari integratori alimentari, preparati erboristi o come si chiamano.

 

Ora non è mia intenzione bocciare in toto queste sostanze, alcuni prodotti sono efficaci e funzionano tanto quanto l’equivalente farmacologico, che comunque presentano dei vantaggi in termini di costo, produzione, sicurezza. Il problema non è tanto sulla sostanza, ma su come quella sostanza dalla pianta arrivi nella tua bocca.

Controlli meno accurati significano un prodotto di qualità inferiore, fino a significare addirittura prendere una cosa per un altra.  Potrebbe accadere che un’azienda di integratori alimentari7rimedi/ecc., per far si che il suo prodotto sia efficace, aggiunga al prodotto una certa quantità della sostanza farmacologica che ha proprio quegli effetti desiderati. In questo modo il prodotto funziona, apparentemente è naturale – quindi sano e privo di effetti collaterali – e le vendite esplodono!

 

 

rana

 

 

Questa simpaticissima ranocchia delle dimensioni di un unghia ha tanto

veleno naturale sulla sua pelle da uccidere una decina di persone…

 

 

 

 

 cobra
Ecco a voi il naturalissimo cobra, che con un morso

può uccidere una mucca. Il suo veleno è la cosa più

naturale che possa immaginare, eppure…

 

 

Questa pratica è ben nota sia agli enti garanti sia alle aziende, e prende il nome di adulterazione.

Vediamo meglio cosa sono questi adulteranti allora:

 

Gli adulteranti sono sostanze che possono essere aggiunte intenzionalmente al prodotto per aumentare la massa del prodotto, per ridurre i costi di manifattura o per qualche altro motivo illegale, ad esempio per aumentare l’efficacia del prodotto. Le sostanze aggiunte non vengono elencate in etichetta poiché non ci sono dei controlli mirati. Vari e non dichiarati composti sono stati trovati in prodotti marchiati. Nei “supplementi dietetici”, per esempio, sono stati inclusi anticoagulanti, anticonvulsivanti, antinfiammatori tipo FANS, betabloccanti.

Altre sostanze adulteranti riguardano quelle impiegate per la perdita di peso (come l’efedra) o per la crescita muscolare come gli steroidi anabolizzanti che colpiscono il sistema cardiovascolare, la salute mentale e sono associati con un aumento del rischio di cancro.

Segnalazioni di aggiunte fraudolente vengono registrate comunemente negli stati membri dell’Unione Europea. Per smascherare le adulterazioni occorre un attento lavoro di analisi. I sofisticatori conoscono bene le metodologie applicate dall’autorità predisposte al controllo; adottano di conseguenza, strategie per non essere scoperti.

I controlli devono essere mirati e rapidi nell’azione: spesso i produttori quando sanno che stanno per essere scoperti, ritirano dal mercato tutti i lotti adulterati, rimpiazzandoli con lotti privi di addizionanti di sintesi, per risultare puliti durante l’ispezione.

Nel maggio 2013 il NRW CENTRE FOR HEALTH, L7G.NRW di Munster Germania ha segnalato attraverso un sistema denominato HMA WGEO  RAPID ALERT, la commercializzazione su internet di un prodotto classificato come medicinale in Germania, classificabile anche come integratore alimentare, con effetti dimagranti denominato “Pure Caffeine 200 mg”. Prodotto in forma di compresse è stato analizzato in Germania e contiene 296 mg di DNP (2,4 – dinitrofenolo). Il DNP è una sostanza utilizzata come brucia grassi altamente tossico. La dose letale è di 1000 – 3000 mg (circa 4 – 10 compresse) e da luogo ad accumulo nell’organismo. Nel 2008 sono stati riportati casi di morte dopo un consumo di 600 mg/giorno per quattro giorni.

Non si conoscono antidoti salva vita e non è possibile salvare il paziente dopo intossicazione con una dose letale. Questo è un esempio della pericolosità degli integratori vegetali, dovuta alla sofisticazione; non è da sottovalutare comunque la pericolosità intrinseca.

 

Spaventoso é!

 

Ora voglio parlarvi del caso più interessante, emblematico direi, di adulterazione.

Tra i molti casi di adulterazione, sostituzione di prodotti, modifiche, tutti casi tendenti all’aumento dell’efficacia, il caso Jinshenkang appare molto interessante ed è un esempio significativo per indirizzare il consumatore finale, verso un utilizzo più consapevole e sicuro di prodotti erboristici.

Molti pericoli derivano dalle modalità di impiego di questi prodotti, e dall’idea che un prodotto erboristico sia totalmente sicuro.

Tuttavia come accennato, le sostanze naturali possono essere pericolose.

Nel frattempo dai report di vigilanza è emerso che un grande pericolo nasce dall’uso di sostanze naturali  associate a sostanze di sintesi.

I produttori disonesti usano cambiare spesso la composizione giocando sul fattore velocità. Un occhio esperto, studiando l’HPTLC è in grado di raccogliere indizi di adulterazioni, portando avanti ulteriori studi.

Come è noto la maggior parte dei problemi è generato dai prodotti reperibili su internet.

Le alternative naturali al Viagra, per trattare l’impotenza, si acquistano con facilità. Ci sono stati casi emblematici di adulterazioni intenzionali.

Lo studio effettuato sul prodotto denominato “Jishenkang”, o the sessuale, ha analizzato il prodotto ampiamente reperibile su siti internet.

 

 

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Eccolo qui il famosissimo the sensuale Jinshenkang!

 

 

Il prodotto composto da erbe, promette una rapida risoluzione di problematiche di natura sessuale, sia per maschi che per femmine, senza alcun effetto collaterale.

La composizione studiata è caratterizzata da diverse piante considerate afrodisiache, inoltre contiene il ginseng asiatico.

In Spagna dove è stata effettuata una prima analisi, il prodotto è risultato privo di adulterazioni. Contrariamente studi di HPTLC mostravano una grande macchia sospetta a 366 nm sotto la lampada UV.

 

 

 

 studiospagnolo
Comparazione tra Jishenkong e inibitori delle fosfodiesterasi  peniene.

 

 

 

Il suo valore RF era molto simile a quello del sildenafil e vardenafil, inibitori delle fosfodiesterasi-5, approvati come farmaci per il trattamento dell’impotenza e disfunzione erettile. La sensibilità dell’analisi  HPTLC, aveva escluso queste sostanze, anche l’analisi  densitometrica  ha mostrato differenti assorbimenti UV.

Procedendo con una semplice estrazione con acetato di etile, è stata possibile la rimozione della sostanza dalla composizione. Questa sostanza nello spettro  NMR è stata identificata come thiosildenafil.

 

L’analisi del prodotto nel 2008 evidenziava la presenza di sildenafil (Viagra) ; l’analisi  del prodotto nel 2009  ha portato l’attenzione sulla presenza di thiosildenafil, che si differenzia nella struttura, rispetto al sildenafil  per uno zolfo al posto di ossigeno: questo stratagemma è stato volontariamente eseguito per bypassare i controlli.

Sildenafil, vardenafil e tedanafil, tutti inibitori di PDE-5 ,sono stati approvati come farmaci anti-impotenza per il trattamento delle disfunzioni erettili. Sono farmaci prescrivibili solo dal medico e somministrabili sotto supervisione medica.

Sostanze naturali contaminate, possono dunque generare gravi problemi di salute, come compromissione della funzione cardiocircolatoria. Secondo le conoscenze attuali, ben 8 sostanze, derivate dalle molecole classiche inibitori di PDE-5, ma con struttura modificata in piccola parte, sono state sintetizzate per eludere i controlli (tra cui il tiosildenafil), e risultano circolanti liberamente nel mercato.

 

 

Ecco, questa è la realtà dei rimedi naturali. Non ho altro da dire.

Ognuno è libero di tirare le proprie conclusioni.

 

 

 

PS.

Devo assolutamente ringraziare il mio amico Alessandro Garufi che mi ha messo a disposizione la maggior parte del materiale senza il quale questo articolo non sarebbe stato possibile.

 

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Su Epimenide…

Gli antichi greci avevano degli hobbies davvero curiosi.
Sono loro che hanno inventato la filosofia. Non posso immaginare come potesse essere la vita a quei tempi, passare intere giornate a riflettere su frasi paradossali e cercare di risolvere i misteri della mente e della natura.

Ho preso in prestito il nome di questo blog da uno dei più affascinanti paradossi logici: il paradosso del mentitore.

Epimenide, filosofo greco vissuto a cavallo del VII secolo a.C., originario di Creta. La sua vita è ornata da racconti quasi magici, che ai tempi odierni non ne vale la pena neanche di parlarne.

Per tornare al tema principale del post, la frase originaria, che poi nel tempo ha subito diverse modifiche e rielaborazioni, senza perdere però la caratteristica principale, dovrebbe essere: “I Cretesi sono Bugiardi”.

Ora, dato che Epimenide era un cretese, questo significa che anche lui fosse un bugiardo. Ma se Epimenide è un bugiardo, allora la frase “i cretesi sono bugiardi” è falsa, dunque Epimenide deve essere una persona sincera, il che è in contraddizione con li presupposto iniziale.
Ancora, nel caso la frase fosse vera, allora Epimenide è un bugiardo, e un bugiardo non può esprimere enunciati veri, dunque anche qui c’è una contraddizione.

E’ evidente quindi che frasi come queste contengono un errore intrinseco.
Il problema principale è che nella frase convivono due livelli diversi di linguaggio.
Come potremmo sciogliere il paradosso? E’ possibile farlo?

Aristotele sosteneva che frasi come queste non dicono nulla, per cui vanno semplicemente cassate.

Infatti, la logica classica si basa su tre principi fondamentali:
-il principio di identita
-il principio di non-contraddizione
-il principio del terzo escluso

E la frase “I Cretesi sono Bugiardi” non supera l’esame dei principi base della logica.

Perché allora dare questo titolo al tuo blog?
Diciamo che col tempo le cose sono cambiate, e il dibattito pubblico, le nostre vite, il nostro modo di pensare vivono di frasi come queste.

La filosofia, intesa in modo classico, è praticamente morta. La scienza le ha rubato il trono, e a ragione.

A ragione, si, ma non è che a tutti la cosa andasse bene: volete mettere la differenza a dover dimostrare seguendo un metodo scientifico, che è impegnativo, lungo, che richiede insomma del vero lavoro, con la possibilità di poter dire quello che vogliamo, scriverci libri, prenderci un bello stipendio da professore, senza che nessuno possa contraddirci?

Ed è così che allora ci fu una reazione al realismo, che ha visto il suo apice nel postmodernismo e poi nel postpostmodernismo. Che poi è il mondo in cui viviamo.

Il 99% del dibattito pubblico è basato sul nulla.
Le nostre vite vengono regolate sulla base di principi essenzialmente vuoti.
La religione, che un tempo è stata la stella polare di molte persone, si è rivelata vuota e corrotta.

Di fatto viviamo delle vite finte.

E’ per questo che il paradosso del mentitore mi ha sempre appassionato così tanto. Perché rappresenta esattamente il mondo contemporaneo.

Eppure basterebbe prendere meglio la mira, non farsi distrarre dalle cose vuote e utilizzare delle semplici regole per poterci sbarazzare in un attimo di tutta questa merda.

Il problema è che di questa merda ci vive tutta la classe politica e manageriale italiana, che ben se ne vedono dallo smerdarsi.

Dopotutto ai maiali piace rotolarsi nella loro merda, è la loro natura…

Berlusconi è fuori dei giochi, anzi no. La pancia degli italiani è sempre la stessa.

E’ notizia di qualche giorno fa che bankitalia dovrà versare un totale di 7,5 miliardi di euro alle casse delle banche private.
Il giochetto costerà alle tasche degli italiani qualcosa come 500 milioni all’anno.

Sapete perché questo è accaduto? Perché B. doveva mantenere la promessa con gli italiani, perché gli italiani non vogliono pagare la seconda rata di IMU.

Ora, cari italioti idioti, siete contenti che non pagherete l’IMU?

Finché si continuerà ad ascoltare la nostra pancia brontolona, in Italia non si farà mai niente di sensato e con una prospettiva futura.

Intanto all’estero si pensa al futuro, e si fanno grandi progetti….

 

 

Il Blocco dello Scrittore

Scrivere, che sia un blog o un diario o un articolo, non è una cosa facile.
Per prima cosa devi avere qualcosa da raccontare; oppure no? Mi capita spesso, almeno un paio di volte a settimana credo, di avere delle idee interessanti o di fare commenti che secondo me dovrei trascrivere sul blog. Tutte le volte però accade la stessa cosa: o non trovo il tempo per farlo, o davanti alla prospettiva di fare lo sforzo di scrivere quattro cose, mi arrendo. Mi butto giù. KO.

E’ frustrante, lo so, ed ogni volta è un accumularsi di frustrazione. Niente di grave sia chiaro, dopotutto scrivere su un blog non è di certo la mia priorità, neanche il mio lavoro, né mai lo sarà; quindi dopotutto non è che mi cambi la vita chissà in che modo. Però l’idea di avere un blog, un “diario” virtuale, sul quale scrivere di me e di quello che mi accade intorno mi piace. Eppure il 99% delle volte mi blocco. Non è il mio primo blog questo: ne ho avuto uno su msn, quanto ero in preda agli ormoni e al romanticismo, tipico degli adolescenti; poi ne avevo cominciato un altro sui prodotti elettronici, e su questo non ho neanche scritto un articolo, è caduto così nel fondo del cassetto; l’anno scorso ne ho aperto un’altro: pensiero scientifico. Volevo scrivere quanto fosse bella e importante la scienza per noi, di quanto fosse mille volte più interessante di qualsiasi altra sfera del sapere, volevo dimostrare la sua superiorità nei confronti delle “scienze umane”… d’altronde volevo scrivere anche di altre cose, che non riguardassero solo la scienza ma che fossero anche più personali, e legate ad altri aspetti della vita contemporanea. Leggo molto, leggerò qualcosa come una trentina di libri ogni anno, e un’altra decina li comincio e non li finisco perché non li trovo interessanti. Leggo molte riviste, seguo diversi blog che ritengo meritevoli di attenzione; insomma passo buona parte del mio tempo a farmi in un certo senso qualcosa che potrebbe essere definito cultura. La conoscenza è tutto, o almeno mi piace pensarla in questo; ad ogni modo sono sul mio blog quindi posso essere dannatamente imparziale e soggettivo.

Eppure, faccio una fatica tremenda  a scrivere. Anche adesso, mentre sto scrivendo del nulla praticamente, dentro di me ho una qualche “forza” che mi trattiene dallo scrivere…
Chi mi conosce sa che sono una persona molto riservata: non sono di quelle persone che si mettono a raccontare la propria vita allo sconosciuto alla fermata dell’autobus (forse perché non ho mai dovuto aspettare ad una fermata dell’autobus, chissà), ed anche con i miei amici di solito sono quello che ascolta e che da consigli piuttosto che quello che racconta la propria storia.  Mi ricordo fin da piccolo, anche alle elementari, quanto non sopportavo fare i temi; sono sempre stato una persona brillante e a parte un periodo un po’ “buio” della mia adolescenza non ho mai avuto problemi a scuola. Eppure ai temi non riuscivo ad andare oltre ad una sufficienza, più politica secondo me che di merito. Trovavo fastidioso che qualcuno dovesse andare a leggere cose come “descrivi un pranzo con la tua famiglia” o “parlami dei tuoi genitori”. Non che avessi nulla da nascondere, anzi. Eppure, parlare e scrivere di me mi ha sempre messo in difficoltà.

Vergogna? Paura del giudizio degli altri? No, o almeno non penso: se da un lato posso sembrare introverso, avendo “problemi” a parlare di me, dall’altra mi è sempre piaciuto stare al centro dell’attenzione, avere tanti amici, trascinare le persone a fare cose nuove. Le persone mi definiscono una persona solare, sorridente la maggior parte delle volte, e generosa. E io mi ci vedo abbastanza in questa descrizione.

Addirittura, potrebbe quasi sembrare che io sia una persona decisamente superficiale, “ballerina”, e non nego di aver vissuto così diverse esperienze della mia vita. Quanto mi piacerebbe fosse così! Non avete idea quanto possa invidiare la stoltezza di alcune persone! Beate loro!
No, la verità è che sono capace di guardare le cose veramente per quelle che sono, trascurando e spazzando via tutta quella coltre di fumo e di travestimenti con cui le cose mi si presentano davanti.
E se alcune persone fanno così tanto per nascondere il nocciolo della verità, non gli fa molto piacere venire scoperti.
Molte delle cose che vorrei dire semplicemente non le posso dire, perché mi farei terra bruciata intorno.
Probabilmente lo stesso vale per le cose che riguardano me stesso: non perché io non sia in grado di accettarle o di raccontarle, ma perché gli altri farebbero fatica a comprenderle; e non c’è cose che mi da più fastidio del giudizio delle persone. Quelle stesse persone che potrei smerdare in un secondo, che vivono una vita simulacro, di sola apparenza.

Inoltre, non sono mai stato una persona che si è pianto addosso: l’ultima volta che ho pianto è stata al funerale di mia zia, morta per un cancro dopo una settimana dalla diagnosi.
La morte è forse l’unica cosa che mi terrorizza veramente, e non so come affrontarla.
In tutte le altre situazioni invece ho un atteggiamento molto orientato all’azione: mi è successo questo perché ho sbagliato in questo e in quello, vediamo cosa possiamo fare per andare avanti. E finora nonostante tutto, e di cose ne ho passate, direttamente tantissime, qualcuna anche indirettamente, che la metà della metà bastano (ma voi non saprete mai di cosa sto parlando), e sono andato avanti. E come cazzo sono andato avanti!

E’ per questo che le persone mi chiedono consigli: perché so inquadrare la situazione, e con il tempo ho imparato ad usare quel minimo di tatto necessario per dire le cose alle persone.
Ma è per lo stesso motivo che difficilmente mi sentirete raccontarvi di qualche mio problema: semplicemente perché so che la soluzione è nelle mie mani, so che voi molto probabilmente non capireste, so che vi concentrereste su dettagli futili come il colore dell’elefante rosa, e so che i vostri consigli sarebbero peggiori dei miei.

Sono una persona molto autonoma, la mia vita me la gestisco da solo, e faccio molta fatica a chiedere dei favori. Allo stesso tempo ne faccio tanti, e sono molto disponibili.
Immaginare di declinare un altra persona a fare qualcosa che mi riguarda mi angoscia; non mi ritengo un ribelle, anzi su alcune cose sono decisamente più conformista di molte delle persone che conosco. Mi ritengo una persona libera, libera nel senso che la mia vita dipende esclusivamente da quello che faccio io, e guai se qualche stronzo prova a intralciarmi mentre vado dritto per la mia strada. Tante persone mi si sono messe contro, hanno provato ad ostacolarmi o a denigrarmi. Ho sempre vinto io. E le mie sono quelle vittorie gustose, frutto di strategia ed elaborazione, non una semplice scazzottata, rifiuto la violenza.

E’ per questo motivo che faccio fatica a scrivere, perché già prima di cominciare SO che non potrò scrivere quello che voglio.
Le cose però stanno cominciando a cambiare… staremo a vedere.