Di Bene e Male. (aggiornamento con link)

Quella che ho avuto oggi posso definirla un’epifania.
Avete presente no, quei momenti, quando in un attimo il vostro cervello vi proietta tutta una serie di immagini e voi state lì come inebetiti con lo sguardo fisso ad ammirare il vostro cervello al lavoro, mentre alla velocità della luce percorre tutte le sinapsi finché alla fine, come in un’ondata orgasmica,avete davanti a voi l’immagine completa?
E’ un’esperienza fantastica: è come trovarsi seduto su una montagna russa dove la “macchina” è l’impulso nervoso e la “pista” è fatta dalle connessioni neurali; e alla fine c’è anche una bella gnocca a farvi un pompino!

Ma torniamo seri perché l’argomento richiede un minimo di rispetto.
Dicevamo: di bene e male.
Cosa sono il bene e il male? Esistono? Oppure sono le due facce di una stessa medaglia? O semplicemente bene e male sono solo delle categorie inventate dall’uomo? Esiste un bene assoluto o quello che può essere bene per me può essere male per qualcun’altro?

Non sono un amante dello stile prolisso dove è tutto un introduzione, una prefazione, un girare attorno alla risposta solo per prolungare di qualche riga. Tuttavia alcune volte è necessario come minimo percorrere almeno il filo del ragionamento, o almeno quello che mi è rimasto di quella corsa sulle montagne russe, per cercare di capire.

Non so bene da dove cominciare, e non so neanche se ne uscirà qualcosa di comprensibile per voi. Io ci metto tutto il mio impegno a cercare di essere il più chiaro possibile, voi cercate di essere pazienti con me, dopotutto sono alle prime armi…

Parliamo della vita: cos’è la vita? cosa distingue gli esseri viventi dalla natura inanimata? E’ possibile fare una distinzione?
Be’ certamente se paragoniamo un sasso ad un gatto, è abbastanza facile dire cosa sia vivo e cosa non lo è; sasso e gatto sono due cose abbastanza diverse (spero che su questo siamo d’accordo). Tuttavia, se dovessimo andare più sul piccolo, prendiamo un batterio o un virus, è certo che la questione diventerebbe decisamente più complicata… addirittura potremmo pensare che non esiste una vera e propria differenza tra un essere vivente e uno non, e che vivo – come bene e male – sia solo una categoria inventata dall’uomo per categorizzare la natura intorno a sé. Ne ho lette tante di stronzate sull’argomento che non avete idea, naturalmente c’è anche che come va di moda ora tira fuori la “complessità”… La vita sarebbe solo una questione di complessità per loro…
http://www.lescienze.it/news/2013/12/07/news/definizione_vita_non_soddisfacente_non_esiste-1920964/

E voi, ce l’avete la vostra idea di cosa sia la vita?

Vi propongo la mia, e vediamo cosa ne pensate:

UN ESSERE VIVENTE E’ UN SISTEMA TERMODINAMICO CAPACE DI:
1) RIDURRE LA SUA ENTROPIA;
2)OTTENERE DA SE L’ENERGIA NECESSARIA A PORTARE AVANTI QUEI FENOMENI CHE DETERMINANO LA RIDUZIONE DELL’ENTROPIA.

L’aumento dell’entropia è una legge naturale incontrovertibile, ed è sotto gli occhi di tutti. Se prendi la macchina di tuo padre, ci fai lo stronzo in giro con i tuoi amici, magari anche un po’ brillo o fumato, e gli fai la fiancata, è molto difficile che la macchina torni come prima.
Gli esseri viventi invece riescono a percorrere il percorso inverso.

La prima critica che mi verrebbe fatta, e già so che state tutti li a dirlo, è che si, c’è una riduzione di entropia, ma nel “sistema natura” in complesso l’entropia aumenta. Critica alquanto sciocca perché non ho sostenuto che il “sistema natura” intero riduca la sua entropia, ma sopratutto non ci vuole un genio a capire che la vita è un FENOMENO LOCALE (tenete a mente questo concetto).
La seconda critica, per la quale ho appunto aggiunto il punto due è più o meno “be’ anche un frigorifero riduce la sua entropia, questo non significa però che sia vivo”. Se stacchi però la spina al frigorifero lui non è in grado di riattaccarla però; e chi di voi è abbastanza intelligente sarà soddisfatto da questa risposta (se per caso riusciate a trovare altre criticità fatevi avanti).

Vi ho lasciato un po’ di spazio per metabolizzare un attimo il concetto, ma ora andiamo avanti.

Qual’era la domanda iniziale? Ah già si, il bene e il male…

Ok, fatta la premessa sulla vita, ora cerchiamo di addentrarci un po’ più in profondità nella questione.

La maggior parte della gente sostiene che bene e male, oltre ad essere delle categorie soggettive, sono puramente umane: in natura non esiste il concetto di bene né quello di male. In natura le cose vanno come devono andare e stop.
Io non sono molto d’accordo con questa argomentazione, ed il motivo per cui non riesco ad essere d’accordo con questa argomentazione è proprio il mio concetto di essere vivente: qualcosa che evidentemente (seppur sia un fenomeno locale) non va proprio secondo natura. E badate bene che non sono solo gli esser umani ad avere questa caratteristica, ma tutti gli esseri viventi. Tutti, dal virus dell’HIV al delfino curiooooso.
Ora, quali sono le altre caratteristiche “classiche” degli esseri viventi? Nascono, crescono, sopravvivono almeno il tempo necessario per RIPRODURSI (in alcuni casi anche il tempo necessario per accudire la prole), muoiono. Se vogliamo proprio esagerare e fare incazzare un po’ di persone possiamo dire che gli esseri viventi hanno un certo ISTINTO ALLA SOPRAVVIVENZA, propria e della progenie: pare che la vita abbia il fine ultimo di generare altra vita… c’è questa pulsione insomma negli esseri viventi a creare delle copie di loro stessi e a far si che questi a loro volta abbiano le stesse possibilità e così via.
Non mi pare un sasso si faccia di questi problemi, ma forse sono io che sono ignorante, anzi sicuramente è così cribbio!

Ecco che di nuovo non sono ancora riuscito a dare la risposta alla domanda principale; a scuola il mio voto massimo ai temi era un 6 per l’impegno, ed una delle principali correzioni che mi venivano fatte era proprio il mio andare fuori tema…

Ma stavolta giuro che sto facendo di tutto per evitare di andare fuori tema.

Comunque dicevamo: bene e male esistono? SI.
Questa è la risposta che si è stampata nella mia mente alla fine della corsa sulle montagne russe mentre quella gnocca mi….

Mi raccomando tenete a mente tutte le mie premesse e non lasciatevi distrarre dalla fantasia 😉

Bene è tutto ciò che facilita la vita, intesa come fenomeno.
Male è tutto quello che contrasta la vita.

Si, il mio concetto di bene vi farà schifo per quanto è semplice, ma pensateci un attimo meglio…
E si, anche bene o male sono FENOMENI LOCALI, proprio come la vita; quindi si, non esiste il bene assoluto.

D’altra parte, come avrebbe potuto essere diversamente?

Qualche anno fa, quando frequentavo l’ultimo anno di liceo, ho partecipato ad un Masterclass di Fisica all’INFN di Frascati, dove ci hanno fatto lezione alcuni grandi fisici italiani. Uno di questi era il Prof. Masiero, che ci ha fatto una lezione sulla Freccia Del Tempo.
A quanto pare l’Universo stesso potrebbe essere un FENOMENO LOCALE…

http://www.lnf.infn.it/media/masiero1/

http://www.lnf.infn.it/media/masiero2/

In uno dei due video mi si intravede pure 🙂 (ciao mamma! Sono in televisioneeee!!!).

Ed ora rompetemi spaccatemi di critiche!

 

AGGIORNAMENTO…

Per chi fosse interessato ad approfondire la questione, può leggersi questi link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Negentropy
http://en.wikipedia.org/wiki/Entropy_and_life
https://www.simonsfoundation.org/quanta/20140122-a-new-physics-theory-of-life/
https://www.simonsfoundation.org/quanta/20140205-chemists-pursue-possible-precursor-to-rna/

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11 pensieri su “Di Bene e Male. (aggiornamento con link)

  1. Non hai spiegato in che modo gli esseri viventi invertono il percorso dell’entropia. Hai detto che lo fanno ma non come e in che modo si manifesta tale riduzione entropica. E quale sarebbe il collegamento tra la riduzione dell’entropia ed il concetto di “bene e male” esattamente?

    • Il fatto stesso di vivere è una riduzione o comunque al limite una conservazione dell’entropia. E infatti sebbene tu hai compiuto da poco 29 anni ancora sei intero; mentre quando un essere vivente muore basta poco tempo che delle sue fattezze ne resti ben poco. Per la seconda domanda: appurato che non esiste un bene universale (per la natura e per le cose inanimate non ci può essere distinzione tra bene o male; loro “subiscono” -ma allo stesso tempo sono- la natura. Fine), l’unico modo per poter parlare di bene o male è da un punto di vista “locale”. Dato che gli esseri viventi hanno un certo istinto: alla sopravvivenza, alla conservazione della specie… alla propagazione della vita insomma (e questa caratteristica non è solo umana, appartiene a tutte le forme viventi), possiamo definire “bene” tutto ciò che fa si che questo possa avvenire.
      Alla fine ne esce un’idea di bene “obiettiva”,naturalistica e non più “filosofica, ridimensionata. Allo stesso tempo permette di allargare il concetto di bene e male non solo alla specie umana ma a tutti gli esservi viventi. E per me (non posso pretendere che valga per tutti) mette fine all’infinita questione.
      Naturalmente non pretendo di essere compreso 😄

      • Il discorso dell’entropia continuo a non ritenerlo valido: io mi rigenero quotidianamente ma non all’infinito, le mie cellule morte non ritornano in vita, vengono sostituite da altre cellule, in un ciclo finito e il passare degli anni può essere visto come l’effetto dell’entropia nel sistema “locale” di cui parli tu.
        Può essere che il bene o il male “locale” di ogni essere vivente sia la sopravvivenza o meno della specie, ma anche qui il rischio di “cadere” nel filosofico, almeno in determinate applicazioni c’è: «Mors tua, vita mea», «Homo homini lupus». Ovviamente questa è una prerogativa di determinate specie viventi, quella del filosofare, ma portando il discorso a livello subatomico il concetto di vivo e morto può venire meno, cosí come le conseguenze che ne trai tu, e la natura comprende sia i sistemi finiti che le varie parti. Secondo me non è ancora stata trovata la risposta alla tremenda questione, ma è solo un punto di vista filosofico il mio. 🙂

        • Andrea, é ovvio che tutti prima o poi smettiamo di vivere, ma ti dimentichi una cosa: la riproduzione. E ovviamente, per mantenere questo stato “a bassa entropia” serve tanta ma tanta energia: tu parli di cellule, ma non scordarti che la stessa respirazione è una perdita di materia, come anche la cacca. E con ciò?
          Poi, non ho parlato di bene assoluto, ma di bene soggettivo, leggiti anche quello che ho scritto a Luigi.
          A livello subatomico per quello che ne sappiamo la termodinamica funziona.

          • Quando ti riproduci però non stai ripetendo te stesso, stai contribuendo a creare un altro “sistema locale”.
            Secondo Socrate nessuno uomo era soggettivamente cattivo, perché ognuno faceva quello che riteneva bene. 🙂

          • perché tu Andrea ti soffermi troppo sulle forme di vita superiori. Ci sono forme di vita che si riproducono in maniera asessuata. E’ successo però che ad un certo punto della strada evolutiva, si è visto che è molto più facile aumentare la diversità genetica attraverso la riproduzione sessuata. Diversità genetica significa maggiore probabilità di sopravvivenza della specie, e così via.

  2. Luigi ha detto:

    Seguendo il tuo ragionamento quindi l’aborto è male?
    E carnivori ed onnivori (quindi anche la maggior parte degli uomini) sono male?

    • Seguendo il mio ragionamento, ovviamente no. Ma leggete quello che scrivo? 🙂
      Non ho mica parlato di bene assoluto, anzi ho rifiutato la possibilità di un bene assoluto.
      Dal momento che si tira in mano la vita, in generale, è difficile fare discorsi universali: il bene di un essere vivente può rappresentare il male per un altro; e a patto di una guerra termonucleare tra esseri umani, la vita prosegue comunque.
      Da un punto di vista puramente NATURALISTICO, l’aborto (mi stupisco che non fai distinzione tra i vari motivi di aborto), si,può essere considerato un male.

      • Luigi ha detto:

        “il bene di un essere vivente può rappresentare il male per un altro”

        Ok, volevo giusto esser sicuro di aver capito così appunto.

        “mi stupisco che non fai distinzione tra i vari motivi di aborto”

        Non pensavo fosse importante ai fini della questione. Che sia spontaneo o provocato non è sempre un male dal punto di vista naturalistico? (bada che io sono a favorevole all’aborto)

        • per quanto riguarda l’aborto naturale: uno dei requisiti è che la “macchina” funzioni; se la macchina è rotta, c’è poco da fare. E’ il prezzo da pagare per l’evoluzione: la vita va avanti a tentativi; qualche tentativo viene meglio dell’altro. Non scordiamoci poi che c’è sempre di mezzo un altro essere vivente che porta in grembo il “futuro nascituro”: perché portare avanti una gravidanza quando poi con molta probabilità quel feto non sarà in grado di vivere? E questo si riallaccia anche un po’ secondo me alla questione “etica” dell’aborto.
          Da un punto di vista legale non si può pretendere che un feto abbia gli stessi diritti di una donna viva e vegeta, con una vita, un lavoro, una famiglia, degli affetti, insomma tutta una rete sociale della quale lei fa parte.

          D’altro canto, la vita è un valore, forse il valore più importante.
          La legalizzazione dell’aborto è stata per le donne un tassello fondamentale per appropriarsi della LORO libertà; non voglio neanche immaginare cosa potesse significare essere donna nel dopoguerra e negli anni ’60 circa in un Italia cattolica e chiusa come un riccio…

          Ecco, penso a quelle donne, a quello che hanno dovuto passare, a quanto hanno combattuto;
          poi penso a quelle donne di oggi, quelle che “non ci sono più gli uomini di una volta” (quegli uomini che le legavano in cucina o a letto e che le mettevano in cinta a 13 anni).
          Ripenso a quelle donne che hanno combattuto, e vorrei chiedergli: ma se aveste saputo tutto questo, avreste fatto lo stesso la rivoluzione?

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