La filosofia delle terapie riparative

Articolo notevole, applicabile non solo al tema scelto dall’autore, ma anche a tutti quelle tematiche che hanno interessato la civiltà umana – razzismo, misoginia e maschilismo. Finché ci saranno persone che si sentiranno in diritto ed in dovere di dirci come dovremmo comportarci, non saremo mai liberi; era toccato alle donne (alle quali tocca ancora in parte), ora tocca agli omosessuali (dove prima neanche se ne parlava), domani a chi tocca? Ragionare pensando finché non tocca a me io posso stare tranquillo è il tipico ragionamento opportunistico e di stretta visione degli stolti.
Una cosa vorrei chiedere all’autore di questo articolo, che mi sto chiedendo anche io da un po’ di tempo, ma per altre ragioni: ha senso sprecare energie, tempo, periodi interi della propria vita a combattere per qualcosa, quando ci sono tanti paesi che danno l’opportunità di vivere serenamente ed in piena libertà, anche dal punto di vista politico economico?
E questo me lo chiedo non solo da un punto di vista puramente egoistico, anche a lungo termine: l’Italia è diventato un paese al limite della vivibilità, per chiunque, anche per chi come me ha una laurea che gli permetterebbe di guadagnare più che dignitosamente; starsene in Italia a combattere con nepotismi, burocrazie, illegalità e tutto il resto sperando un giorno di sconfiggerli forse non fa altro che alimentare questi fenomeni. Senza linfa vitale, forse il mostro morirebbe…

Lo Strano Anello

Prima o poi di questo argomento toccava parlarne.

I diritti dei gay avanzano in Europa. Lenti in alcuni posti, come in Italia; molto rapidi in posti meno vaticanizzati, come la Francia. Ma avanzano. Le statistiche indicano una crescita rapidissima della tolleranza nei confronti dell’omosessualita’ ed un rapidissimo cambiamento di attitudini nei confronti del matrimonio omosessuale.

Ci dobbiamo aspettare quello che stiamo vedendo: la reazione.

Non è particolarmente forte, perché priva del necessario supporto nella popolazione; ma nel nostro paese è molto ben organizzata in quanto sostenuta da lobby, come quelle cattoliche, che se in Europa non contano sostanzialmente un cazzo, in Italia occupano ancora spesso i posti più alti e importanti nei sistemi di potere politico, economico e perfino, duole dirlo per me che sono un intellettuale per vocazione, culturale (CL: basta la parola. E personalmente do anche alla lobby cattolica la colpa di un declino culturale dell’Italia sul piano internazionale che si “palpa” non appena se ne mette il naso…

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2 pensieri su “La filosofia delle terapie riparative

  1. Grazie per il reblogging 🙂
    Poni una domanda molto interessante, una di quelle a cui io non ho una risposta. Ti posso dire che a me l’Italia, come paese, per tanti aspetti piace pure, e vorrei viverci, e dunque vorrei viverci bene, e dunque vale la pena di lottare perche’ diventi qualcosa di meglio.
    Ma a parte questo, il problema e’, potremmo dire, etico: sarebbe etico limitarsi a scappare?
    Ho una mia idea sull’etica, ovvero etica come responsabilita’, come consapevolezza delle conseguenze. Io posso non lottare per i diritti dei gay italiani, e mettere in salvo me stesso. Ma allora come posso poi aspettarmi che altri, invece, lottino per me quando ce ne sara’ bisogno? Gia’ oggi il movimento gay in Italia deve molti dei suoi successi al supporto dei movimenti europei ed internazionali.
    La risposta forse te la sei gia’ data da solo all’inizio: un giorno potra’ sempre toccare a me, che io sia gay, che io sia nero, che io sia terrone, che io sia italiano o che io sia basso. E per allora vorrei avere degli amici nella mia battaglia!
    Ciao 🙂

  2. Grazie a te per la risposta, e benvenuto nel mio seppur modesto spazio virtuale 🙂

    Tutte le considerazioni che fai le condivido anche io: tutto sommato mi piace l’Italia, e vorrei renderlo un posto “migliore”, per me, ed un giorno magari per i miei figli e per chi ci sarà dopo di loro.

    Tu parli di lottare per i diritti; la domanda che mi faccio io è però un’altra: vale ancora la pena lottare per i propri diritti quando nel mondo sono presenti delle realtà nelle quali posso goderne in totale libertà? Piuttosto che lottare, non potrebbe essere più efficiente “spostarsi”?
    Alla fine perché dovrei accollarmi qualcosa che non è necessario? Perché dovrei perdere un mese di tempo per ottenere i permessi per aprire il mio studio dentistico? Perché devo pagare un commercialista per fare una cosa che sarei in grado di fare benissimo da solo o con l’aiuto di un sw? Perché tutte le volte che esco la sera devo dare due euro al parcheggiatore abusivo? Perché dovrei lottare contro tutto questo? La realtà è che nella lotta questi “nemici” si nutrono di te, e finché tu sei li a lottare, loro possono nutrirsi. Dal momento che te ne vai, dal momento che “tutti” ce ne andremo, non resterà più nulla. Può sembrare eccessivo ma la realtà è molto simile a questo scenario: quanti sono i ragazzi che terminati gli studi vanno all’estero trovando lavoro e vivendo in un ambiente decisamente più sano sotto tutti i punti di vista?
    Chi è che resta? Chi ha qualcosa da perdere qui, ma ormai sono/siamo in pochi, qualche “romantico”; chi resta sono soprattutto chi dentro un realtà intossicata come quella italiana attuale ci sguazza contento e sereno.
    Tutto quello che posso fare in Italia, potrei farlo meglio e più facilmente in tantissimi altri posti, e non c’è bisogno neanche di andare troppo lontano, o di imparare chissà quale lingua esotica.

    Sei così sicuro di avere questo obbligo morale?

    Le stesse domande, le stesse considerazioni che ti sto riportando, sono quelle che faccio a me stesso, scusami se ti rendo partecipe di questo mio dialogo interno 🙂

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