I Nazca avevano pensato a tutto… tranne che a Greenpeace!

La notizia è ormai di qualche giorno fa, ma proprio per questo ne voglio parlare ora: perché di fatti come questo se ne deve parlare a iosa, per far capire alle persone quanta gente stupida ci sia in giro.

I fatti sono più o meno questi: una banda di svalvolati uniti sotto il segno di Greenpeace si è infiltrata di notte nel sito archeologico conosciuto come “l’altopiano di Nazca”, per lasciare il loro solito cazzo di messaggio contro il riscaldamento globale. Per essere più chiari, da questo:

 

il Colibrì di Nazca

il Colibrì di Nazca

 

 

…. a questo:

 

Perù Greenpeace

Spipimm!!!

 

Wikipedia dice che questi disegni risalgono a circa 2000 (duemila) anni fa; dato che si trovano su un altopiano più alto che piano, e dato che il clima è stato abbastanza stabile, questi geoglifi (termine tecnico che definisce i disegni fatti sulla terra) hanno resistito per tutti questi anni restando praticamente intatti.

Oltre al colibrì sono presenti numerose altre raffigurazioni di animali, con un totale di circa 13000 linee e oltre 800 disegni, che ricoprono un’area vastissima. Pensare che già 2000 anni fa alcuni uomini avessero le conoscenze tecniche e tecnologiche per poter eseguire dei disegni così precisi e grandi, fa un certo effetto.
Infatti il sito è patrimonio Unesco.

Ora, quello che mi domando io, è:

Ma a Greenpeace, possibile che non gli siano giunte queste informazioni? Possibile che persone che si dicono così attente e rispettose ai problemi più disparati non hanno riflettuto un secondo su quello che hanno poi fatto?

 

Immaginiamoci un attimo come possono essere andate le cose:

A: ragazzi le cose vanno malissimo; di questo passo entro 300 anni si estingueranno i moscerini della frutta, dobbiamo fare qualcosa!

B: si hai ragione! dobbiamo fare qualcosa di grande, dobbiamo lasciare un messaggio imponente, qualcosa che scuota gli animi freddi dei cittadini davanti alle loro tv e computer…

C: ho un’idea geniale! Facciamo che domani sera, quando cala il sole, ci intrufoliamo negli altopiani di Nazca, e accanto a quegli scarabocchi che sono sicuramente un effetto delle scie chimiche, ci lasciamo un bel messaggio!
LA GGENTE DEVE SAPERE!!11!!UNO!11!!

A,B…,Z: GENIALE VOGLIO PARTECIPARE ANCHE IO!!!

 

Nessuno con un po’ di sale in zucca che abbia pensato qualcosa tipo:
“ehi, ma quei cosi stanno lì da 2000 anni, non è che possiamo rovinarli? Abbiamo chiesto il permesso a qualcuno?”

O forse qualcuno lo avrà anche pensato, il più coraggioso lo avrà anche detto, ma per questo fu dato in pasto alle tigri argento-oro del Bengwallaisia, a rischio estinzione da circa 150 anni perché al maschio non gli piace più la fica…. per fortuna che ci sono i volontari che a suon di fecondazioni artificiali e sacrifici mandano avanti la specie.

Voi ridete, ma la cosa è seria.

Leggiamo il messaggio che hanno lasciato:
TIME FOR CHANGE!
THE FUTURE IS RENEWABLE

E’ tempo di cambiare! Il futuro è rinnovabile.

Ovviamente si riferiscono alle energie rinnovabili, che sono buone, mentre le altre (fossili e nucleare) sono cattivissime!

A queste persone qualcuno gli ha detto che un pannello solare trasforma l’energia del sole in energia elettrica, senza rilasciare inquinamenti, per cui questi fessi si sono illusi che queste energie sono davvero pulite e a impatto zero… niente di più falso!

Il pannello solare è fatto di materie prime, che devi estrarre; dopodiché devi prendere queste materie prime e metterle assieme in modo tale che diventino un pannello solare. Devi creare l’infrastruttura poi. Oltre ad altre millemila variabili.

Mettendo a conto tutto ciò, siamo sicuri che le rinnovabili siano così convenienti? Sia da un punto di vista economico, che ecologico?
Le materie prime sono risorse, devi estrarle, serve manodopera, macchine, dinamite, scava e scava, trasporta di là, brucia, e così via.
Poi devi assemblare il pannello.
Poi lo devi trasportare.
Poi lo devi installare.
Poi lo devi collegare alla rete.
Poi c’è la manutenzione.

Insomma avete capito, spero.

Paradossalmente – in realtà non è un paradosso, ma una semplice analisi costi-benefici –  può essere molto più ecologica una centrale elettrica a carbone che una solare.

Tra l’altro i pannelli solari funzionano 8-16 ore al giorno; chi garantisce l’energia per le restanti ore? Anche ammesso che siano in grado di produrre tutta l’energia necessaria, questa andrebbe poi immagazzinata. Bel problema, questo. Cosa facciamo, delle mega batterie? Al di là che non sono realizzabili, servirebbero altre materie prime, altra manodopera, altra produzione… Insomma altre risorse.

Ci sono strutture, i più importanti sono gli ospedali, poi le carceri, e molti altri, che necessitano di corrente elettrica h24. Come facciamo?

Questa è gente che un ragionamento del genere non lo ha mai fatto e probabilmente non è neanche in grado di farlo.

Talmente infognata nei loro ideali, talmente convinte di stare dalla parte del bene, talmente stupidi, che non ci hanno pensato due secondi ad andare a compromettere un sito archeologico importante come quello presente sugli altopiani di Nazca.

Il perché poi ce l’abbia tanto con il solare, magari lo dico un’altra volta, che per oggi basta così

 

Annunci

5 thoughts on “I Nazca avevano pensato a tutto… tranne che a Greenpeace!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...