ANCORA SULLA TOLLERANZA (O SULLA DISCRIMINAZIONE)

stai dicendo che una donna può aprirla?

stai dicendo che una donna può aprirla?

Riguardo al mio articolo di qualche giorno fa, sono stato costretto a censurare i commenti di una decina di utenti, che mi davano del razzista omofobo o cose del genere.
Purtroppo è pieno di maleducati; ma se per quelli che incontro per strada posso fare poco, quelli che fanno i maleducati qui posso censurarli. Il blog è mio e sono io il responsabile di quello che viene scritto, anche nei commenti. Non voglio essere responsabile per la maleducazione altrui. Non che la si debba pensare per forza come me, l’importante è esprimere la propria opinione restando sul pezzo e senza offendere nessuno. Forse dovrei fare un disclaimer per i commenti, avete qualche dritta?

Ma veniamo al punto.
Proprio sul mio vecchio post, tra i commenti che ho ricevuto ve ne sono alcuni che meritano un approfondimento, per chiarire alcuni fatti che forse non sono stati chiariti bene.

Tra i principi tirati in ballo vi è quello che chiamerò della “attenuante/scagionante religiosa”: se la tua religione ti impone x, allora x deve essere rispettato e legittimato.

quindi, applicando tale principio al fatto accaduto, avremo qualcosa tipo:
se la religione ti impone che mostrarti nudo davanti una donna sia peccato, quindi di fatto ti vieta di mostrarti nudo davanti ad una donna, allora la mia pretesa di non essere visitato da un medico donna è legittima e deve essere rispettata.

Che da un punto di vista logico direi che non fa una grinza; peccato che non si tiene conto delle affermazioni portate a sostegno della tesi.

– Primo punto: la religione è gerarchicamente molto inferiore alle Leggi di uno Stato; questo forse non puoi capirlo se vieni da un paese musulmano, dove la legge è il Corano.  Lo Stato vieta qualsiasi discriminazione, anche quella di genere. Inoltre, mentre per le forze dell’ordine esiste l’obbligo di identità di genere (i maschi possono perquisire altri maschi e non le femmine, e viceversa), per i medici questo obbligo non sussiste; in caso di collaborazione di un medico con le forze dell’ordine, per il medico sussiste la deroga all’obbligo di identità di genere. Non si scampa insomma.

– Secondo punto: andiamo a vedere cos’altro ha da dire questa religione sulle donne, e vediamo se è compatibile con la Legge dello Stato Italiano. Ehm… NO. Ma non andiamo oltre…

– Terzo punto: con l’attenuante/scagionante della religione si rischia di dover rispettare e legittimare le peggiori perversioni mentali del primo matto che passa= CAOS NORMATIVO, con una serie infinita di eccezioni, postille, e così via => Non applicabile.
Oppure si sta sostenendo che religioni come cristianesimo e islam sono più vere e meritano più “diritti” dell’induismo o del pastafarianesimo?

– Quarto punto: non mangiare maiale, bere vino o non fumare sono scelte personali che non influiscono in nessun modo sulla libertà degli altri: non sono atti discriminatori. E potrebbero benissimo non avere nulla a che fare con la religione.

Tra ultrasessantenni si fa ancora discriminazione e ogni tanto si cerca di accontentare questi simpatici vecchietti.

E’ vero: purtroppo l’Italia è un paese di subumani. Sebbene io non tolleri neanche di accontentare questi vecchietti simpatici, accontentarli rappresenta un’ECCEZIONE. Non si scrive la norma generale sulle eccezioni. Si fa prima la norma generale, poi si fanno le eventuali eccezioni del caso. Detto questo le stesse eccezioni rappresentano una discriminazione, e salvo casi particolari (minorenni, portatori di handicap, diversamente abili) non hanno alcun senso.

come la mettiamo con i testimoni di geova?

In caso di persona maggiorenne, problema suo.
In caso di minorenne, le scelte dei genitori, sebbene siano i tutori legali del minorenne, non possono andare contro l’integrità del minore stesso. Quindi la Legge prevede l’intervento del magistrato credo.
Purtroppo non sempre si fa in tempo ad intervenire. Vero.
Ma questo non significa che è tutto da buttare. E’ come dire che siccome avvengono i furti, allora è inutile che la Legge li vieti. Non ne capisco la logica. L’unica cosa che posso dedurre dal fatto che ci sono i furti è che ci sono i furti.
Esiste la Legge, ma spetta al cittadino di rispettarla, non certo alle forze dell’ordine di imporla, altrimenti vivremmo in qualcosa di molto simile ad una dittatura militare.

perché si rispetta la scelta del ginecologo obiettore di coscienza?

L’obiezione di coscienza è prevista dalla Legge italiana; la gravidanza, salvo le eccezioni (comunque regolamentate) non è una malattia, per cui il medico non ha nessun obbligo etico di intervenire.
Se mancano medici che praticano l’aborto non è un problema dei medici, ma dello Stato che deve garantire alle donne il loro diritto all’aborto. Come? Spetta allo Stato trovare una soluzione che vada bene per tutti.

 

Ma al di là delle analogie più o meno azzeccate, i fatti che restano sono: 

– rifiutarsi di farsi curare da un medico perché donna è discriminazione
– la scelta di non consumare una determinata sostanza non è discriminante
– il tdg maggiorenne non discrimina nessuno
– l’immigrato non gode di pieni diritti, non è libero di circolare sul territotorio italiano e può essere espulso in qualsiasi momento
– la legge prevede sia il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) che l’ASO (accertamento sanitario obbligatorio

Le leggi vanno applicate alla lettera.
I primi a farlo dovrebbero essere le Istituzioni.

Il rischio, è che accadano cose come quella di Padova, o come questa.

Dichiaro guerra alla tolleranza.

Se per voi sono più importanti le trovate creative del primo sbloccato di turno della Legge, allora forse non vi meritate la libertà che vi state vivendo.

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15 thoughts on “ANCORA SULLA TOLLERANZA (O SULLA DISCRIMINAZIONE)

  1. luciob ha detto:

    ops, ti ho risposto nel vecchio post…
    p.s.: OT: sono d’accordo con te sul non obbligo etico per un medico di intervenire in caso di richiesta di aborto volontario, ma cosa vuol dire “ci deve pensare lo stato”? Crea una figura altra rispetto al ginecologo, ostetrico, infermiere che attui una pratica comunque di competenza medica e non si ponga mai problemi di coscienza (tipo Boia?) oppure demedicalizza la prestazione (tipo tatuaggi, buco dell’orecchio, piercing) e che fa un corso di tot ore poi può attuare l’aborto anche a casa sua? non so mi pare un terreno un po’ minato [OT off]

    • sul nuovo o sul vecchio è lo stesso.
      ci deve pensare lo Stato dal momento che le Leggi sono Leggi dello Stato. La tua potrebbe essere una soluzione.
      Il terreno è molto minato, su questo sono d’accordo.

    • Imho rende obbligatoria la presenza in ogni struttura di almeno X ginecologi non obiettori. Nel caso di assunzioni, fino al numero X di personale, vengono privilegiati i non obiettori. L’obiezione di coscienza è l’astenersi da certi comportamenti per motivi morali quindi io non vedo cosa ci sia di male a sopportare disagi per rispettare la propria coscienza. Se la mia religione o la mia coscienza, per ipotesi, considerasse immorale il toccare pneumatici non posso pretendere di essere assunto come meccanico da un gommista ma di essere esonerato dal dover controllare la pressione o riparare forature…

      NB e ovviamente se il posto l’hai ottenuto perché non obiettore, se diventi obiettore perdi tutti i diritti a mantenere quel posto.

      • Dal momento però che l’obiezione di coscienza è un diritto, privare di qualcosa quell’individuo perché sta esprimendo un proprio diritto equivale a privarlo della sua libertà. Un po’ come mia madre quando mi diceva “fai come ti pare… Poi però facciamo i conti.” Che libertà è?!
        Quindi non sono molto d’accordo.

        • un cittadino italiano, sano e capace di intendere di volere, ha diritto di potersi arruolare nell’esercito? Sì
          un obiettore di coscienza ha diritto di potersi arruolare nell’esercito e in quanto obiettore essere esonerato dall’uso delle armi*?
          Bisogna cercare un punto di equilibrio fra il diritto all’obiezione di uno e il diritto a poter abortire in strutture pubbliche dell’altra, e qui si deve ragionare per numeri, purtroppo, non per caso singolo.

          *Lo potevi chiedere quando c’era leva obbligatoria ma valeva solo per i soldati di leva.

          • Che intendi per numeri?
            Perché è un discorso un po’ scivoloso, a mio avviso.

            Ora non ho i numeri per capire quanto questo problema sia un’emergenza, e tutte le persone che ho conosciuto che hanno abortito lo hanno fatto senza problemi.
            Forse la soluzione più pratica è quella di creare la professione di abortista…

            • La professione di abortista di fatto sarebbe la mia soluzione: X posti di ginecologo ospedaliero riservati a non obiettori; diventerebbero X posti di abortista e Y di ginecologo (obiettore e non).
              Sui numeri intendo dire che per permettere all’ospedale H, magari un ospedale secondario che serve un territorio vasto e poco popolato, di poter praticare tutti gli aborti che mediamente il territorio richiederebbe servono un certo numero di ginecologi non obiettori. E se, per ipotesi, in quell’ospedale ci fossero solo obiettori? Questo è il problema che mi ponevo.

          • luciob ha detto:

            ma qui entra in ballo una bella frase di Mentitore: la gravidanza (salvi casi specifici) non è una malattia e l’aborto (salvi casi specifici) non è una cura, per cui l’equipollenza soldato-medico non regge…

  2. Il problema non è la tolleranza ma il fatto che il termine “tolleranza” sia stato trasformato nel “soddisfare ogni capriccio”. E’ tolleranza, ad esempio, l’offrire, ad una festa, anche cibi accettabili da un pastafariano* (birra&spaghetti), è idiozia il pretendere che siccome c’è un pastafariano fra gli invitati tutti debbano mangiare solo spaghetti e bere solo birra.
    E come capita con i bambini se soddisfi il capriccio gli incentivi a farne di più.

    Per il resto la legge è unica e tutti sono uguali davanti ad essa (e non come erroneamente si ritiene uguale per tutti) mentre la morale è personale (per qualcuno la camicia di matt era spiritosa per altri più blasfema del necronomicon illustrato…) E confondere legge con morale è uno degli errori più gravi che si possano compiere.

    • Secondo me in un contesto democratico e liberale il termine tolleranza non ha proprio più significato, e dobbiamo liberarcene.
      Poteva andare bene che so nella prima metà del 900, o ancora prima, quando le leggi erano decisamente discriminatorie verso alcune persone (donne, stranieri e così via), e allora quelli più progressisti parlavano di tolleranza, e andava bene.
      Ma ora, che – almeno in Italia – tutti siamo uguali di fronte alla legge – e che quindi nessuno è più discriminato – che senso ha parlare di tolleranza?

      • la tolleranza riguarda, a mio avviso, la normale cortesia fra persone, non il rispetto della legge. Legge che poi in molti casi prevede essa stessa delle deroghe*. Applicare la legge con tolleranza significa semplicemente che le leggi verranno applicate ad arbitrio di chi deve curarne l’applicazione (o sanzionarne la violazione). Brrrr…

        *ad esempio l’autista di un mezzo di emergenza in emergenza, per il codice della strada, può ignorare limiti e semafori rossi. Ma è il codice stesso ad autorizzare la deroga alle proprie disposizioni.

        • A me la parola tolleranza mi da un’idea di razzismo: che vuol dire che io devo tollerare quella persona?
          Le cose sono due:
          – o quella persona sta facendo qualcosa di illegale, e allora non va tollerata;
          – o sta esprimendo la sua libertà.
          Nel secondo caso, chi sono io per dire che devo tollerare quella persona? Quella persona ha tutto il diritto di fare quello che sta facendo. Non mi devo intromettere.
          Posso magari non condividere quello che fa, ma se è legale, può farlo.

          Dici la cortesia: la cortesia è cortesia, rientra in quel patto sociale implicito che abbiamo l’uno con l’altro. Ha a che fare più con l’appartenenza, imho.

    • luciob ha detto:

      sì, ma tornando alla discussione con Mentitore: è obbligo il controllo di ogni immigrato, ma magari è cortesia che non sia una donna a vedere un maschio musulmano credente-praticante…

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