LOGICA DELLA RESPONSABILITA’

responsabilita

Volevo dire giusto un paio  cose sulla faccenda delle due ragazze rapite in Siria.

Premetto che non mi voglio mettere a giudicare o a indagare il perché quelle ragazze trovassero appagante andare ad aiutare dei “bisognosi” in un paese in guerra assediato da tagliagola-bestie-subumani-fecciadelmondo – e non è che i siriani siano comunque sti stinchi di santo… ma vabbè’.

Quello di cui voglio parlare è di questa tendenza a pretendere, come fosse un diritto naturale, di non “pagare” le conseguenze dei propri errori.

Sarà per quello che ho studiato, sarà a causa dell’educazione che ho ricevuto, ma ho sempre pensato che ognuno è libero di fare quello che vuole, ma poi ne paga le conseguenze.

Quando da piccolo mi veniva detto di non arrampicarmi sugli alberi, e io lo facevo, e magari cadevo e mi facevo male, non solo mi accollavo tutto il dolore delle ferite, ma mi accollavo pure il rimprovero dei miei genitori.

Ad un certo punto cresci, non ci sono più i tuoi genitori a dirti quello che devi fare e non devi fare, diventi RESPONSABILE.

C’è poco da fare: in tutto quello che ti accade c’è una tua parte di responsabilità, e di solito è la fetta più grande.

Ti hanno bocciato all’esame? Il professore avrà la sua parte di stronzaggine, ma TU non hai studiato abbastanza.

Vai a 200 all’ora e ti schianti su un albero? La colpa non è dell’albero, o della macchina che va a 200 all’ora; sei stato TU che hai scelto liberamente di premere tutto l’acceleratore.

Fai gli scontri con la polizia? Se poi ti sparano, non ci rimanere troppo male…

E così via, credo sia chiaro: il mondo è intriso di un certo rischio. Sì per carità, possiamo fare in modo di diminuire questo rischio, e infatti viviamo in un  mondo sempre più sicuro.
Però, nel momento che tu prendi una scelta, quella probabilità X di pericolo/rischio è proprio quella lì; non quella tra dieci anni, non quella ideale che hai in testa.
Così se tu scegli di andare in Siria ad aiutare i bisognosi, e ad oggi che è in corso una guerra, la percentuale di rischio di essere rapita è piuttosto alta.

-Si dice che la Legge non ammette ignoranza, e lo stesso vale per la “natura”: puoi ignorare la forza di gravità, ma se ti butti da un palazzo ti farai male. Certo dipende dall’altezza del palazzo, ma se ti butti da un palazzo di 100 piani, è vero che per novantanove piani non senti nulla e tutto pare normale, ma prima o poi ci sbatti per terra.
Puoi fare il piccolo spacciatore, o il ladruncolo, e magari ti va bene per uno o due anni; quando ti prenderanno però non è colpa dei poliziotti infami…

-Non ci può essere un “advertising” per ogni possibile cazzata che la vostra mente geniale possa ideare.

Queste scuse le potete usare forse nei tribunali americani per fare causa alle aziende del tabacco o al Mc Donald’s magari; ma quanti soldi vale un cancro al polmone?
-Ma soprattutto non sta scritto da nessuna parte che tu abbia diritto ad un paracadute: di mamma ce n’è una sola, amico mio.

E questa è forse la lezione più dura da imparare.

Interessante, sullo stesso fatto, questo e questo articolo.

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