ESPRIMERE OPINIONI E FATTI NUOCE GRAVEMENTE TE E CHI TI STA INTORNO

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Stavo ripensando e ripensando ad una conversazione con un mio amico, anche lui blogger di alto rango, avuta qualche giorno fa: discutevamo di quanto potesse essere utile o meno “fare informazione” attraverso i nostri blog, ma anche discutendo e spiegando personalmente le fallacità di alcuni pensieri mainstream.

Di fronte ad un argomento stupido, portato avanti da una persona stupida, si hanno essenzialmente tre opzioni:
– fare lo gnorri, ossia non interferire minimamente, fare il vago, rispondere tipo “non lo sapevo”, “non ne so niente”, “ok”, e così via.
– controbattere argomentando come si deve ad ogni argomentazione e ragionamento sbagliato, fino ad esaurire le argomentazioni dell’altro.
– dare ragione a prescindere all’altro, qualcosa tipo…

altro: ho letto su internet, e quindi è senz’altro vero, che il crudismo è l’unico modo per vivere cento anni, senza nessuna malattia, ma soprattutto inquinando il meno possibile il pianeta, nostra madre Terra.
me: è vero! l’ho letto anche io su internet, in più ho scoperto che ci sono ben due libri sull’argomento! In tv e nei media ufficiali – tutti al servizio del loro padrone – non ne parlano, quindi deve essere senz’atro vero! Che aspetti dunque a cominciare? Vedrai poi come starai meglio!

La prima opzione è quella senz’altro più rapida e indolore: se non vuoi rotture di cazzo, se non vuoi perdere un secondo della tua vita appresso ad un altro essere umano è la soluzione migliore. D’altronde in questo modo diventerai un uomo solo.

La seconda soluzione è quella idealmente “superiore”, ma si scontra con due realtà: non è detto che l’altro sia in grado di capire (non è così scontato capire come vadano le cose, il mondo è piuttosto complesso), ma soprattutto con la teoria della montagna di merda: per quanta merda tu possa spalare, ci sarà sempre altra merda che non riuscirai a spalare; per chi volesse approfondire il concetto direttamente dalle parole del suo ideatore ecco il link. Quindi a conti fatti sono veramente pochi i casi in cui ne può valer la pena di stare lì a spiegare questo e quello.

La terza soluzione, è quella di dare ragione a priori all’interlocutore. Questo approccio ha tre caratteristiche principali:
– quella di non determinare uno scontro con l’altro, né dialettico né ideologico né di qualsivoglia natura.
– conseguenza del primo punto è che acquisisci popolarità agli occhi della “gente”.
Infatti è proprio per questo motivo che questo approccio è quello che sta andando per la maggiore sui media “generalisti”: gli fa guadagnare popolarità, visibilità, e quindi audience.
– infine, ed è quella che più mi è cara, è che può fare da “catalizzatore evolutivo”: aiutando le persone a compiere il proprio destino, stai aiutando la selezione naturale. Coloro che hanno convinzioni suicide non faranno altro che togliersi di mezzo in tempi minori; coloro che hanno convinzioni “buone” sopravviveranno.
D’altra parte, il mio amico sosteneva che dar voce e sostegno ai cretini può amplificare le loro convinzioni idiote, che diventando la maggioranza o comunque di un certo peso, verranno prese per buone secondo la non-logica “lo fanno tutti, dunque è corretto”; un’ altra bella, grossa e puzzolente montagna di merda insomma. Il mio amico è molto saggio.
Alla luce di queste osservazioni, la soluzione tre non è poi quella più efficace.

Cerchiamo ora di allargare il discorso a tutte le discussioni e gli argomenti, e torniamo un attimo sulla due.
Qualche giorno fa stavo discutendo con un mio amico di questioni sia “professionali”, che più generali di tipo politico. Ovviamente tutti e due avevamo un’opinione, solo che la mia confutava la sua; dopo un paio di scambi mi sono accorto che il mio amico ha incominciato ad spazientirsi, rispondeva senza lasciare finire il discorso: si era innervosito. Nonostante non ne comprendessi la motivazione, ho preferito alleggerire la mia posizione fino ad arrivare quasi a condividere la sua. Non avevo nessuna intenzione di scontrarmi con lui, e neanche volevo “offenderlo”, quindi anche se non capivo cosa stesse accadendo, ho preferito lasciar perdere.

Poi a casa e nei giorni successi ci ho pensato, ed ho capito dov’è che avessi “sbagliato”: confutando le opinioni del mio amico, e presentando le mie – comunque incompatibili con le sue – non stavo solo discutendo su argomenti generali, ma stavo proprio smantellando (a ragione o meno non so, magari i miei argomenti erano più idioti dei suoi e non confutavano un bel nulla) mattone per mattone – o carta dopo carta-  le fondamenta su cui quel mio amico aveva costruito il suo castello di convinzioni, e quindi lui ha percepito le mie osservazioni come attacchi personali.
Ripensandoci ho trovato nei recessi della mia memorie numerose situazioni analoghe, anche più pesanti, dove sono arrivato anche a rompere delle amicizie.
Così, un giorno qualunque di un freddo gennaio, ho imparato una lezione importantissima.

OCCHIO A ESPRIMERE AGLI ALTRI LE TUE OPINIONI.

Certo, un amico con cui non riesci a sostenere un discorso non è un buon amico, non tanto per una questione di fiducia o di affetto, semplicemente perché è una persona stupida dalla quale amicizia non ne ricaveresti nulla; forse sarebbe meglio cancellarlo dalla lista degli amici. Giusto.
Ma magari un giorno parlerai con un tuo superiore, un collega o un cliente, e inimicarteli non sarebbe proprio il massimo…

La terza opzione non la applicherei mai ad un mio amico, non mi sembrerebbe corretto.
La prima soluzione d’altronde esclude a priori la possibilità che tu abbia un amico.

Quindi come ci dovremmo comportare?
Io cerdo che la soluzione non sia unica, ma sia un misto della prima e della seconda.

Innanzitutto bisognerebbe essere molto più selettivi per quanto riguarda le frequentazioni e le amicizie.
Dopodiché, con gli amici e con quelle persone in grado di affrontare una discussione e mettere in discussioni e proprie convinzioni un approccio del tipo della seconda soluzione è quello secondo me preferibile.
Tutti gli altri, be’, ignorateli.

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17 pensieri su “ESPRIMERE OPINIONI E FATTI NUOCE GRAVEMENTE TE E CHI TI STA INTORNO

  1. quarta soluzione: la maieutica di Socrate*. Ovvero partire dalle affermazioni della persona e portarlo da solo, con l’ausilio di domande, a contraddizioni o rimangiarsi quanto detto. Tanto per fare un esempio, con l’omeopatia la tecnica D sarebbe: “interessante, e come possiamo distinguere l’acqua potenziata con memoria dalla semplice acqua?” “come possiamo cancellare la memoria dell’acqua, sai prima di sciogliere la sostanza X potrebbe essere venuta a contatto con la Y”…

    • in tutti i dialogi di platone socrate demoliva i sofisti facendo loro domande e costringendoli a fare affermazioni che smentivano le affermazioni precedenti.
  2. assistente42 ha detto:

    Quante pause pranzo sprecate a smontare il collega complottista, tempo fa… Ora preferisco, per quieto vivere, ma soprattutto per amor proprio, fingermi ignorante e irredimibile.

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