SULLA CADUTA DEI VALORI

The pack of riders crash next to the finish line during the fourth stage of the Tour de Suisse in Wettingen

Voglio dire una volta per tutte cosa penso della CADUTA DEI VALORI.

Ho 26 anni, e per 26 anni ho ascoltato la stessa lagna, ovunque puntassi le mie orecchie…

“ah quanto si stava meglio prima”

“i giovani di oggi…”

“DOVE ANDREMO A FINIRE!”

Chi esprime frasi di questo tipo è una persona che evidentemente non ha più le facoltà mentali per vivere su questo mondo; c’è poco da fare. Il mondo è in continuo cambiamento, illudersi o pretendere che le cose restino come piace a loro è da malattia mentale.
Ora non so se i nonni dei nostri nonni facessero dei discorsi del genere, ma vorrei far notare che se loro l’avessero pensata così non saremmo arrivati a ieri, figuriamoci ad oggi. Andremmo in giro su carrozze, riscalderemo le nostre case col carbone, leggeremmo i nostri libri alla luce di un mozzicone di candela e mangeremmo si e no una volta al giorno, ci cureremmo con i salassi e le sanguisughe e l’omeopatia sarebbe più efficace (o meglio: meno mortale) della medicina “ufficiale”.  Tanto per dire.
Lo ripeto, io non so se i nonni dei miei nonni pensassero una cosa del genere, ma credo di no, essenzialmente per un motivo: l’aspettativa di vita. All’inizio del ‘900 l’aspettativa di vita era di circa 45 anni; in breve, morivi prima di poter cominciare a pensare cose così folli. Così, la natura ci ha “aiutato” in un certo senso a progredire.
Progredisci che progredisci, alla fine l’aspettativa di vita è quasi raddoppiata.
E così la gente si è rincoglionita, ha visto i propri figli crescere, e i figli dei suoi figli crescere… al punto di non comprendere o sopportare più tutti questi cambiamenti. Una punta d’orgoglio e la frittata è cotta: l’uccisione del padre da parte del figlio è uno dei temi più ricorrenti in tutte le tradizioni religiose, ci sarà un motivo, suppongo.
Non sarà che le dietrologie sono “solo” dei sintomi molto precoci di degrado cognitivo?
Dal momento che una persona comincia a pensare quelle cose lì, che il progresso sia pericoloso, che la modernità è il male, e così via, diventa un “problema” per la comunità.
Quello che voglio dire a tutti i dietrologi di questo mondo è solo questo: siete solo fortunati a vivere in un “mondo moderno” (ovvio, moderno rispetto a quelli precedenti), perché altrimenti sareste già morti di vecchiaia, o vi sareste ritrovati con la testa in un sacco.
Pensateci un attimino sù, la prossima volta che rompete il cazzo a noi “giovani”.

Detto questo, entriamo un pochino più nel merito “caduta dei valori”.
Quello che tanti pappagalli non riescono a comprendere, è che quella che loro chiamano “caduta dei valori” è CONDIZIONE NECESSARIA (ma non sufficiente), alla democrazia.

Dal momento che in Italia siamo tutti cattolici o comunisti questo concetto è difficile d comprendere…
Valori come “il bene”, “il partito”, o altri concetti divini come questi azzerano qualsiasi tipo di dialettica o processo democratico.

Come ti permetti tu di mettere in discussione il volere di Dio?

Se crediamo ad un “bene superiore”, l’unico governo possibile è un governo di tipo monarchico/teocratico.

Dal momento che non sappiamo però cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, ossia che non esiste un insieme di valori unanimemente condiviso, possiamo discuterne e magari  mettere il tutto a votazione… in poche parole possiamo instaurare un processo “democratico”. Ho messo  democratico tra virgolette perché la democrazia non è soltanto questa (ho parlato infatti di condizione necessaria ma non sufficiente).

Ogni “valore” che cade è un pezzo di democrazia guadagnato, cari signori.
Non è un caso se i paesi più liberi, più progrediti, con una qualità di vita migliore, siano quelli più secolari. Non c’è un cazzo da fare: l’occidente, con tutte le sue rivoluzioni, le sue armi, il suo imperialismo, CON TUTTA LA SUA CADUTA DI VALORI, spacca di brutto.

Siete così convinti di avere ragione che non vi passa neanche nell’anticamera del cervello che a governare potreste non essere voi… e in tal caso, cosa fareste?
Vi atteggiate a professori di vita, vi sparate le pose più strambe convinti di camminare ad un metro dal suolo… siete solo una massa di rincoglioniti inutili.
Da me otterrete solo disprezzo.

Questo è, in breve, cosa penso della caduta dei valori e di chi la professa.

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2 thoughts on “SULLA CADUTA DEI VALORI

  1. Ogni “valore” che cade è un pezzo di democrazia guadagnato, cari signori.

    Non mi convince molto. Dipende da cosa intendi come “valori”, anche la libertà di espressione oppure la tolleranza (nel senso di john locke) o anche la democrazia possono essere visti come valori.
    La società moderna è anche figlia di quei filosofi che cercavano delle “leggi di natura”, o valori che dir si voglia, da porre alla base della società umana senza dover per forza scomodare qualche essere supremo che le aveva stabilite.
    Quella è stata una delle radici più forti di quello che poi sarebbe stato l’illuminismo. Mentre una prova di ciò che si ottiene a far cadere troppi valori può essere visto in certe frange di contestatori anarchici, alla fine l’unico valore cui fanno riferimento è il loro buco del culo. Cioè se conviene loro è un valore altrimenti mavaffa…
    Ti dico una cosa, mi ha fatto ridere vedere molti miei amici che, su faccialibro si sbracciavano a favore del disegno di legge scalfarotto contro l’omofobia, e si erano scandalizzati perché la rivista “visto” aveva pubblicato un libro di barzellette sui gay, ripubblicare le vignette di charlie hebdo e scrivere ai quattro venti je suis charlie. Folgorazione sulla via di Damasco o semplice paraculismo modaiolo?

  2. “Non mi convince molto. Dipende da cosa intendi come “valori”, anche la libertà di espressione oppure la tolleranza (nel senso di john locke) o anche la democrazia possono essere visti come valori.”

    Forse mi sarei dovuto spiegare meglio; in realtà ci avevo pure pensato a fare dei distinguo, ma avevo paura di appesantire troppo il pezzo.

    E’ indubbio che esistano dei “valori” (io le chiamerei regole piuttosto che valori…) condivisi praticamente universalmente, ma questi “valori universali” sono il frutto di millenni di evoluzione filogenetica e sociale dell’uomo, e adesso sono diventati NECESSARI proprio perché senza di essi cadrebbe la società come intesa oggi. In biologia succede un po’ la stessa cosa: una volta che l’evoluzione prende il percorso A piuttosto che il B, da quel momento in poi A diventa necessario per la sopravvivenza dell’organismo. Non è escluso che un altro organismo invece scelga B, ma comunque per questo organismo B diventa necessario.

    Così, ad esempio ridiscutere la regola “non uccidere” metterebbe in discussione tutta la struttura sociale. E non è da escludere a priori che non sia possibile rimettere tutto in discussione; bisogna vedere quanto convenga, e a quali risultati porti.

    Ma il processo ha una sua precisa “direzione”, e non è possibile capovolgerlo.

    Sugli anarchici e co.: è abbastanza fisiologicoche ci siano delle “deviazioni” superiori a quella standard… nella maggior parte dei casi sono solo fuochi di paglia; ma precluderli a priori perché sono deviati è innaturale, perché non si sa mai: l’evoluzione va avanti a tentativi.

    Perdona la poca chiarezza nell’esposizione, sono pensieri che devo ancora elaborare per bene.

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