L’UFFICIO CHIUDE ALLE 12.00

Stamattina giro di visite coi nonni al seguito.
Tutto bene per fortuna, poi mentre torniamo a casa, dal momento che dovevano ritirare delle analisi del sangue, ci fermiamo alla ASL di via Boccea.
Parcheggio dentro alla ASL: sembrava di stare su un terreno di guerra, buche alte 30 centimetri, sassi e pezzi di ferro che escono dalla terra… fango ovunque. Ma tant’è, e mentre faccio le più improbabili manovre per cercare di non esplodere su qualche mina antiuomo che sicuramente è restata inesplosa, tocco sotto con la macchina -_- .
Esco dalla macchina, e devo affrontare lo stesso percorso a piedi, sotto la pioggia. Ci riesco, ed entro nella ASL.
Stanco, esausto, mi avvicino al bancone, dove la signora sta al telefono.
Faccio per porgerle la delega per il ritiro delle analisi, quando lei fa un gesto con la mano, dice al telefono “aspetta un secondo per favore”, e mi dice: “mi spiace, ma è possibile ritirare le analisi entro le 12.00, deve tornare domani”;  e mentre dice questo indica qualcosa che si trova alle mie spalle.
Mi giro e trovo appeso al muro, leggermente in alto, un orologio che segna le 12.06.
LESANTODDIODODICIESEIMINUTI!
Mi rigiro per chiederle gentilmente di fare un’eccezione, che ho due ultranovantenni in macchina, che se sapesse cosa ho dovuto fare per raggiungere questo edificio…
quando la ritrovo di nuovo al telefono, girata di spalle, con nessuna intenzione di dedicarmi un altro secondo della sua inutile esistenza.

Vedo rosso, gli occhi mi tremano, sento caldo.
Mi giro, scatto verso l’orologio, lo stacco dal muro, torno indietro al bancone dove trovo la signorina ancora di spalle, sbatto SBAM l’orologio sullo spigolo della scrivania, rompendo il vetro di protezione, sposto la lancetta indietro il giusto, e poi dondolo l’orologio davanti alla faccia della signora: lei sta lì come impietrita, i suoi occhi mi fissano terrorizzati; io le dico “signora, controlli meglio l’orologio, ancora non sono le 12.00, per favore può darmi le analisi di mio nonno?” e intanto poggio sul banco la delega.

Silenzio

Le mani della signora tremano, ma riesce a prendere il foglio; cerca nell’archivio la busta con le analisi di mio nonno, e me le lancia spaventate sul tavolo.

Mi giro, appendo l’orologio al suo posto, prendo quelle fottutissime analisi da sopra la scrivania ed esco dalla ASL contornato da un applauso che pare non finire mai.

Ovviamente potete immaginare tutti come sono andati realmente i fatti…

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9 pensieri su “L’UFFICIO CHIUDE ALLE 12.00

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