SCEGLIERE DI NON SCEGLIERE

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Se c’è una persona con la quale non vado d’accordo è quella persona che “non sa dove andare”, “quello non lo voglio”, “non lo so” e così via.
Il classico tipo di persona che ti dice scegli tu, ma ti boccia qualsiasi scelta, e quando tu per disperazione chiedi a lui di scegliere, lui non lo sa!

Avete presente?

Ecco, questo articolo è dedicato a tutte queste persone, e chi come me ha avuto a che fare con loro.
Il concetto che andrò a spiegare è piuttosto banale, ovvio addirittura; tuttavia, è evidente che molte persone o non ci hanno mai riflettuto, o non ci arrivino.
Il mio intento sarà quello di spiegare perché prendere una scelta è assolutamente più vantaggioso che non scegliere.
I più cacacazzi di voi potranno dire che anche non scegliere sia una scelta: scegli di non scegliere!
Io risponderei loro che invece loro non scelgono di scegliere di non scegliere, ma commetterei un grave errore, perché cadrei nel loro stesso errore: cadrei nel paradosso logico di Russell; il che, essendo un mentitore, non sarebbe neanche così male… ma andiamo avanti!
Quindi chiariamo prima di tutto questo punto: non scegliere non è una scelta.
Ora che ci penso però, anche qui andrebbe fatto un breve distinguo, che non cambia nulla nella sostanza, ma a rigor di completezza va affrontato.
Essenzialmente ci sono due modi di non scegliere:
– quello di non scegliere “a priori”: come conseguenza di ciò si è completamente nelle mani del fato, la nostra vita è in balia totale delle leggi della natura e delle scelte altrui. Da un punto di vista filosofico può sembrare un modo interessante di vivere, ma onestamente non riesco a non definirlo un modo di vivere di merda. Quello che – secondo le conoscenze attuali – ci distingue dagli altri esseri viventi è la capacità di pensare noi stessi, la metacognizione, e la capacità di poter prendere dunque decisioni. Se non sfruttassimo questa nostra capacità, che tipo di esseri umani saremmo?
– quello di non scegliere una determinata cosa: tutte quelle persone che ti dicono quello no, quell’altro neanche, ma non sanno dirti cosa vogliono.

In entrambi i casi, comunque, non si tratta di fare una scelta: nel praticamente infinito mondo delle possibilità, non scegliere uno o due cose è esattamente non scegliere: infinito meno uno fa sempre infinito.
Quindi, mi spiace per voi: oltre a rompere il cazzo ai vostri amici nel momento di scegliere quale ristorante per cena, o quale film andare a vedere al cinema, questo modo di vivere si ripercuote più di tutto su voi stessi: vagherete per tutta la vita nel limbo delle infinite possibilità, e non concluderete mai un cazzo. Avrei potuto fare l’astronauta, invece ho fatto il cassiere (non scriverò la solita banale frase politicamente corretta che tutti mettono quando criticano una certa categoria di professionisti: non è vero che ogni professione ha la stessa dignità).

Finora ho cercato di spiegare – a parole mie – perché non scegliere sia poco vantaggioso, ora cerchiamo di vedere perché scegliere invece rappresenti un comportamento vantaggioso e utile.
Faccio un po’ il provocatore: se proprio non volete scegliere, scegliere rappresenta il comportamento migliore! Scegliere è il modo migliore per non scegliere!
Infatti, quando io scelgo qualcosa, scelgo quella e rifiuto tutte le altre “infinite meno uno” possibilità. Quando scegli fai due cose: scegli qualcosa e non scegli tutto il resto; due piccioni con una fava!
Ma sopratutto da un punto di vista personale, scegliere ti permette di decidere quale direzione dare alla tua vita.
E’ vero: scegliere qualcosa significa rinunciare a tutto il resto; ma anche voi che non scegliete state rinunciando a qualcosa: state rinunciando al vostro tempo. E quello non è infinito.

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18 thoughts on “SCEGLIERE DI NON SCEGLIERE

  1. chi non sceglie per principio sceglie comunque, anche se non è un scelta cosciente, di lasciare che gli altri (o gli eventi, o il destino) scelgano per lui. E in ogni caso, qualche minima scelta la deve pur fare, per esempio quella di alzarsi al mattino, fare colazione, vestirsi, e via dicendo…
    Chi invece boccia sempre tutto quello che fanno gli altri ma non propone nulla di suo è solo un gran rompiballe ed è bene che sia lasciato a cuocere nel suo brodo 🙂

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