DIVISA O UNIFORME? un caso particolare di “canone cancrizzante”

canone_cancrizzante_escherStamattina mi sono svegliato con questo pensiero:
Avete mai fatto caso che due parole apparentemente opposte come divisa e uniforme, siano in realtà dei sinonimi?
Come se uniformarsi e “dividersi” siano la stessa cosa…

Un attimo, e se fosse così?

In una “società della massa”, liquida, iperconsumista e ipernarcisista, proprio quella in cui ci troviamo a vivere oggi, vediamo come tutti sentono la necessità di esprimere la loro identità: il modo di vestire, i libri che compriamo – e qualche volta leggiamo -, la nostra barba, il telefono che abbiamo comprato, il nostro portatile, la montatura dei nostri occhiali, le scarpe che indossiamo, la borsa che compriamo, il trucco con cui ci trucchiamo, sono tutti caratteri che “manipoliamo” – o sono loro che ci manipolano? – come fossimo dei maghi del terzo millennio, per tirare fuori la formula dell’individualità, dell’identità.

Per la quantità di prodotti disponibili oggi nel mercato, di ogni cosa, esistono tante di quelle combinazioni di questi caratteri che davvero tutti potremmo essere “diversi” (tralasciamo un attimo il fatto che siamo impazziti al punto di non riconoscere più la differenza tra forma e contenuto… servirebbe un altro articolo solo per questo tema, ma mi ci devo preparare per affrontarlo per bene).

Eppure, nella pratica, nella realtà – e tutti potete vederlo con i vostri occhi, tutti i giorni – succede esattamente l’opposto.
Succede che chi indossa le stesse scarpe, avrà anche gli stessi pantaloni, e la stessa montatura degli occhiali, e lo stesso telefono, e la stessa barba, e compreranno esattamente gli stessi libri, e mangeranno e berranno le stesse cose.

E tu vedi questo e pensi: “ma come, tutta sta menata sull’essere diversi, narcisi, che vuoi essere unico, e alla fine sei esattamente la stessa cosa degli altri? Non riesci a vedere la contraddizione?

Pensi alla cosa e rimani sbalordito! Poi ci pensi, ci ripensi, e magari provi a vedere la cosa da un punto di vista diverso…

Pensiamo al fatto vedendolo da una vetta più alta, così da avere a fuoco un panorama più vasto del singolo e stravagante hipster di turno.
“Società della massa” a parte, per quanto ne sappia io di Storia mi sembra che l’uomo non sia mai andato alla ricerca di individualità e di identità, anzi; essere i “diversi” ti metteva in cattiva luce, era qualcosa di sbagliato. E non è che ci fosse qualcosa di male in questo modo di pensare: appartenere ad un gruppo, uniformarsi alle abitudini e alle consuetudini, ai comportamenti, delle persone intorno a te, era indubbiamente un vantaggio. Poter contare sugli altri, per il cibo, per la protezione, nei tempi di “magra” poteva far la differenza tra vivere e morire.
Senza contare poi quel senso di superiorità che poteva darti, e che può dare tuttora, sentirsi parte di un gruppo di “eletti” (ogni riferimento religioso è puramente casuale).

Così alla fine capisci che l’uomo, e sì, anche quello della massa, ha ancora bisogno di sentirsi appartenente a qualcosa di più grande di lui; ancora non si basta.

E più uno cerca di distinguersi più si sta uniformando; e più uno cerca di uniformarsi e più si sta distinguendo…
Una sorta di canone cancrizzante!
Curioso che lo stesso “canone” lo si ritrovi nel linguaggio, non solo italiano.
Che abbia trovato una falla nei nostri processi cognitivi?

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7 thoughts on “DIVISA O UNIFORME? un caso particolare di “canone cancrizzante”

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