Gay che si ammazzano, così, a caso.

Lo Strano Anello

Visto che mi dicono che non so essere sintetico, stavolta arrivo subito al dunque: un certo Gandolfini, neurochirurgo che si diletta anche di omosessualità, ha affermato che i gay si suicidano perché sono gay (così, a caso), non per l’omofobia.

Così prevedibile.

Ho in effetti scritto recentemente sui problemi della depressione e del suicidio fra gli omosessuali (che sia letto negli ambienti omofobici? Personalmente, sono parecchio sicuro che mi leggano, ma non vedo necessariamente un collegamento fra le due cose). In quell’articolo scrissi anche, in nota a piè di pagina, che poiché gli omofobi soffrono di una nota patologia psichiatrica chiamata “faccia come il culo”, di solito hanno la faccia di culo di lavarsi le mani della responsabilità del disagio psicologico degli omosessuali, e dei suicidi o tentati suicidi che seguono ad un tale disagio, dicendo che non è colpa dell’omofobia (ovvero colpa loro), ma che i gay si suicidano…

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Bufale contro numeri

Una interessante disamina delle varie castronerie che si leggono sul web nei confronti degli OGM.

giornalismo & comunicazione...

African buffalo PortraitFra le molte accuse che vengono mosse agli Ogm ve ne è infatti una di alto valore simbolico, ovvero quella incernierata sulla tragedia dei suicidi fra i produttori indiani di cotone. Già il 26 ottobre 2008 venne trasmessa su Rai3 un’intervista
a Vandana Shiva, qualificata allora in rete come “vice presidente di Slow Food International”, la quale era in quell’occasione ospite del “Salone del gusto” di Torino. La nota esponente indiana anti-Ogm affermò che l’adozione di “sementi sterili gm” (sterili?) avrebbe causato solo negli ultimi anni circa 100mila suicidi tra i contadini indiani. Come visto poc’anzi, la tesi è stata riproposta anche più di recente nel corso della trasmissione “Adam Kadmon – Mistero” del 15 settembre 2013, dove la traduzione in italiano delle parole di Shiva di morti ne citava addirittura 200mila. Il focus della querelle, sia nel 2008, sia nel 2013, era sul cotone gm resistente agli insetti, il…

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DA QUANDO ESISTONO GLI SMARTPHONE ANCHE GLI UOMINI PISCIANO SEDUTI

piscia_seduto

Ho letto questa frase – quella del titolo – su facebook.
Lì per lì mi ha fatto sorridere, poi però ho capito realmente la profondità di quella frase.
Uomini, diciamolo: quanto ci hanno scassato i gabbasisi le donne della nostra vita perché pisciassimo seduti come loro? TROPPO!
Da piccole ci invidiano perché non possono pisciare in piedi; ci provano, e si pisciano sotto.
Da grandi si vendicano scassandoci i maroni.
D’altronde posso capirle: non potranno mai provare quella sensazione che si prova quando usiamo il nostro attrezzo per disegnare sul muretto, per terra… e vogliamo parlare del brivido a fine mitto! (mitto è il participio di mingere, che non è mungere, ma ci assomiglia…)
Prima “TIRA SU LA TAVOLETTA DEL WATER!!!” che poi non ho mai capito: va lasciata alzata o abbassata? Mistero…
E non è finita qui: no, perché finalmente stefano lavori si inventa gli smartphone fighi, noi uomini ci facciamo il nuovo migliore amico (anche i più restii alla fine cedono… chi vuol capire capisca, oppure no), e pure questo non va bene.
“STATE SEMPRE CON QUEL COSO IN MANO (A COSA SI RIFERIRANNO? IN ENTRAMBI I CASI, HANNO RAGIONE, CREDO)!!!”

“METTI VIA QUEL COSO!!!”

“FIDANZATI CON LUI!”

“BASTA! O LUI O ME!!!”

Fanculo donna.
Uno smartphone è riuscito nell’impresa della vostra esistenza, facendoci pure contenti!

IO SCELGO LUI!

TUTTI FROCI COL CULO DEGLI ALTRI, OVVERO SULLE INTERCETTAZIONI.

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Mi interessai per la prima volta al tema delle intercettazioni circa 7 anni fa; all’epoca avevo neanche 20 anni, la mia ragazza si era appena iscritta a giurisprudenza, Berlusconi era alle prese con millemila processi, e il suo governo proponeva una legge definita dall’opposizione “legge bavaglio”.
Fui così coraggioso da leggere addirittura “Il Bavaglio”, libro/inchiesta scritto da Marco Travaglio; una cagata pazzesca.

Ad ogni modo, da una parte c’era chi sosteneva che le intercettazioni dovessero essere usate in modo molto più “limitato”, che le informazioni dovessero comunque restare segrete in quanto potrebbero sputtanare una persona ben prima del termine del processo (ed in questo caso, ai voglia a ricostruire l’immagine pubblica di un uomo!)

C’era un’altra parte, la sinistra, quella giustizialista e delle toghe rosse (a sinistra, per quanto si dichiarino atei e laici, credono di possedere La Verità e La Morale… alla faccia della laicità!) che sosteneva invece l’importanza delle intercettazioni, strumento essenziale per fare giustizia e smascherare i Kattivi del mondo…

Io sono stato sempre contrario all’uso spropositato delle intercettazioni, per diversi motivi:

– sebbene io non abbia nulla da nascondere, fino a prova contraria sono innocente, potrei parlare di cose personali al telefono, di progetti e di idee industriali ecc. Perché qualcuno dovrebbe sapere che ho il cancro, oppure potrebbe rubarmi la mia idea imprenditoriale?

– potrei dire qualsiasi cosa al telefono, anche una cazzata: vedermi indagare per aver cazzeggiato al telefono con un mio amico, farmi crocifiggere pubblicamente dalla stampa e dal bobolo forcaiolo, per poi essere assolto dopo 10 anni in Cassazione (è quello che succede, sempre) non mi fa dormire sonni tranquilli.

–  tutta un’altra serie di motivi che non ho la voglia di elencare.

Quello su cui mi preme soffermarmi, per capire la relativa validità delle intercettazioni, è la differenza tra due tipi di verità.
Ad esempio, prendiamo la frase.
“Marco ha detto che ieri è piovuto”.
A questo punto sono due le domande da porci:
-E’ vero che Marco ha detto che ieri è piovuto?
-E’ vero che ieri è piovuto?

Ora, non è detto che se la risposta alla prima domanda si un SI’, sarà vero anche il secondo enunciato.
Potrebbe essere che Marco ha detto una cazzata.
La prima domanda, riguarda infatti la verità della “notizia”.
La seconda domanda, riguarda invece la verità “fattuale”. E’ veramente accaduto quello che è stato detto?
Ci sono quindi (in questo caso) due tipi di verità: quella semantica/enunciativa, e quella fattuale.
Ed è sulla verità fattuale che dovrebbero basarsi le indagini e le inchieste.

Questo lo sanno bene i giornalisti, che si difendono da possibili accuse e denunce mettendo all’inizio di qualsiasi fanta-articolo “si dice che”, “è stato detto” e così via.

Non lo sapeva invece la Guzzanti, e ne ha pagato le conseguenze. Giustamente.
Non lo sa nemmeno il bobolo forcaiolo, evidentemente, che nutre la sua frustrazione di queste non notizie e si scaglia addosso al capro espiatorio di turno, che sia Berlusconi (accusato di essere responsabile di ogni male del paese, mafioso, provvido, evasore, Dio, Demonio a seconda dei casi) o che siano una coppia di ragazzi.

Ho perso un po’ il filo del discorso…

Dicevamo, nonostante tutto ciò fosse già ben evidente sette anni fa, qualcuno se ne accorge solo oggi, quando le antenne dei pm hanno puntato verso i loro telefoni.
Ed allora ecco che chi si scagliava contro Berlusconi, male sceso in terra, golpista (quando probabilmente ha subito lui stesso un golpe), dittatore, e così via, ora scrive dell’urgenza di una revisione sulle norme per l’uso delle intercettazioni…
Evidentemente il loro nome è diverso da quello degli altri…
Solo un pensiero:
facciacomeilculook!
Un’immagine vale più di mille parole.