TUTTI FROCI COL CULO DEGLI ALTRI, OVVERO SULLE INTERCETTAZIONI.

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Mi interessai per la prima volta al tema delle intercettazioni circa 7 anni fa; all’epoca avevo neanche 20 anni, la mia ragazza si era appena iscritta a giurisprudenza, Berlusconi era alle prese con millemila processi, e il suo governo proponeva una legge definita dall’opposizione “legge bavaglio”.
Fui così coraggioso da leggere addirittura “Il Bavaglio”, libro/inchiesta scritto da Marco Travaglio; una cagata pazzesca.

Ad ogni modo, da una parte c’era chi sosteneva che le intercettazioni dovessero essere usate in modo molto più “limitato”, che le informazioni dovessero comunque restare segrete in quanto potrebbero sputtanare una persona ben prima del termine del processo (ed in questo caso, ai voglia a ricostruire l’immagine pubblica di un uomo!)

C’era un’altra parte, la sinistra, quella giustizialista e delle toghe rosse (a sinistra, per quanto si dichiarino atei e laici, credono di possedere La Verità e La Morale… alla faccia della laicità!) che sosteneva invece l’importanza delle intercettazioni, strumento essenziale per fare giustizia e smascherare i Kattivi del mondo…

Io sono stato sempre contrario all’uso spropositato delle intercettazioni, per diversi motivi:

– sebbene io non abbia nulla da nascondere, fino a prova contraria sono innocente, potrei parlare di cose personali al telefono, di progetti e di idee industriali ecc. Perché qualcuno dovrebbe sapere che ho il cancro, oppure potrebbe rubarmi la mia idea imprenditoriale?

– potrei dire qualsiasi cosa al telefono, anche una cazzata: vedermi indagare per aver cazzeggiato al telefono con un mio amico, farmi crocifiggere pubblicamente dalla stampa e dal bobolo forcaiolo, per poi essere assolto dopo 10 anni in Cassazione (è quello che succede, sempre) non mi fa dormire sonni tranquilli.

–  tutta un’altra serie di motivi che non ho la voglia di elencare.

Quello su cui mi preme soffermarmi, per capire la relativa validità delle intercettazioni, è la differenza tra due tipi di verità.
Ad esempio, prendiamo la frase.
“Marco ha detto che ieri è piovuto”.
A questo punto sono due le domande da porci:
-E’ vero che Marco ha detto che ieri è piovuto?
-E’ vero che ieri è piovuto?

Ora, non è detto che se la risposta alla prima domanda si un SI’, sarà vero anche il secondo enunciato.
Potrebbe essere che Marco ha detto una cazzata.
La prima domanda, riguarda infatti la verità della “notizia”.
La seconda domanda, riguarda invece la verità “fattuale”. E’ veramente accaduto quello che è stato detto?
Ci sono quindi (in questo caso) due tipi di verità: quella semantica/enunciativa, e quella fattuale.
Ed è sulla verità fattuale che dovrebbero basarsi le indagini e le inchieste.

Questo lo sanno bene i giornalisti, che si difendono da possibili accuse e denunce mettendo all’inizio di qualsiasi fanta-articolo “si dice che”, “è stato detto” e così via.

Non lo sapeva invece la Guzzanti, e ne ha pagato le conseguenze. Giustamente.
Non lo sa nemmeno il bobolo forcaiolo, evidentemente, che nutre la sua frustrazione di queste non notizie e si scaglia addosso al capro espiatorio di turno, che sia Berlusconi (accusato di essere responsabile di ogni male del paese, mafioso, provvido, evasore, Dio, Demonio a seconda dei casi) o che siano una coppia di ragazzi.

Ho perso un po’ il filo del discorso…

Dicevamo, nonostante tutto ciò fosse già ben evidente sette anni fa, qualcuno se ne accorge solo oggi, quando le antenne dei pm hanno puntato verso i loro telefoni.
Ed allora ecco che chi si scagliava contro Berlusconi, male sceso in terra, golpista (quando probabilmente ha subito lui stesso un golpe), dittatore, e così via, ora scrive dell’urgenza di una revisione sulle norme per l’uso delle intercettazioni…
Evidentemente il loro nome è diverso da quello degli altri…
Solo un pensiero:
facciacomeilculook!
Un’immagine vale più di mille parole.

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8 pensieri su “TUTTI FROCI COL CULO DEGLI ALTRI, OVVERO SULLE INTERCETTAZIONI.

  1. Più tempo passa e più rivaluto gli italiani, per settanta anni hanno votato ogni cosa pur di non farsi governare da questi ipocriti preti laici, forse sono meno scemi di quel che si crede.

    • in parte il merito del loro fallimento politico è anche loro; ed il loro era un fallimento programmato. “Al buio” puoi fare molto meglio i tuoi porci comodi piuttosto che stando sotto la luce dei riflettori. Non si deve diffidare dalla marionetta che sta sul palco, ma da chi tira i fili dietro le quinte.

  2. assistente42 ha detto:

    Quoto ogni virgola. C’è stato un calciatore che è stato intercettato perché amico di un mafioso. Dà appuntamento al tizio “davanti all’albero di quel fango di Falcone”, ossia, di quello “stronzo”. L’opinione pubblica si è rivoltata come mai nella storia della repubblica! Eppure… Per quanto odioso, quel pensiero è perfettamente legale. Inoltre non sono note le circostanze in cui lo abbia formulato, dato che di fesserie per telefono se ne dicono. E ultimo, più grave, nessuno ha avuto un cazzo da ridire che abbiano pubblicato una conversazione privata senza che questa abbia la benché minima rilevanza processuale. Io mi vergogno dei miei concittadini, gli stessi che crocifiggono Berlusconi perché va a mignotte, legale, mentre ignorano i processi per corruzione.

    • Ricordo la vicenda. E il mio commento è stato: “ma non si rendono conto, comportandosi in questo modo, di fare un regalo enorme alla mafia?” Chiunque osi criticare la religione civile dell’antimafia deve essere perseguito in tutti i modi e con ogni mezzo, addirittura certi decelebrati erano arrivati a chiedere alla federcalcio una luuunga squalifica o la radiazione.
      Bello, crei un martire vittima di rabbia ingiustificabile e incomprensibile* ucciso in nome di quell’altra religione… bella idiozia.
      Se satana piace tanto è anche perché si oppone alla chiesa cattolica mentre tiamat (tarksis) interessa solo qualche sfigatello appassionato di giochi di ruolo…

      *Essere imbecilli non è reato, mai e in nessun caso. Comportarsi da imbecilli invece in molti casi lo è.

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